Finanza
Rumore in centro Pieragnoli attacca le scelte del Comune
PISA. «Consideriamo irricevibile il nuovo regolamento acustico presentato dal Comune. Un regolamento che sposa supinamente la linea imposta dai residenti, non fa niente contro i veri responsabili...
PISA. «Consideriamo irricevibile il nuovo regolamento acustico presentato dal Comune. Un regolamento che sposa supinamente la linea imposta dai residenti, non fa niente contro i veri responsabili della movida e mira a penalizzare solo ed esclusivamente i locali e le attività». Il direttore della Confcommercio Federico Pieragnoli, apre un nuovo fronte polemico nei confronti dell’amministrazione. Nel mirino stavolta c’è il regolamento contro il rumore, ormai prossimo alla conclusione del suo iter e all’approvazione. «Non comprendiamo come l'amministrazione comunale possa allinearsi al ricatto di coloro che vogliono trasformare Pisa in un dormitorio - scrive Pieragnoli, riferendosi alle posizioni espresse dai residenti del centro - Così una città a vocazione turistica, con migliaia di studenti, verrebbe trasformata di colpo in una città vecchia, grigia, apatica, chiusa e alla fine ancora più degradata. Perchè assisteremo al paradosso finale di vedere regolamentata ogni minima vibrazione proveniente da un locale e ignorare con un artifizio giuridico quelle che sono le vere cause del rumore notturno: schiamazzi, urla, uso di strumenti musicali come i tamburi o impianti sonori da parte dei privati. Ancora una volta si decide di scaricare la responsabilità del caos notturno sugli imprenditori. Secondo questo cervellotico regolamento un semplice concerto è una vergogna da sanzionare con migliaia di euro di multa, mentre il delirio che si riversa ogni notte nelle strade può restare impunito. Una follìa che comporta come esito finale, un forte aggravamento dei costi di adeguamento per le imprese e rischi di sanzione fino a 10.000 euro oltre alla sospensione della licenza».
L’ultimo attacco riguarda il metodo adottato dal Comune: «presentammo alcune osservazioni un anno fa, ma da allora, non abbiamo ricevuto risposta».
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