Sicurezza
Nadja, la moglie di Stalin nel libro di Angela Feo
Il volume della giornalista pisana, che sarà presentato alla libreria Feltrinelli, ricostruisce da un punto di vista femminile la vita di Allilueva, morta suicida a 32 anni in una stanza del Cremlino
Esplorare e narrare una vicenda umana quasi sconosciuta può diventare un modo efficace di raccontare la grande Storia. Lo dimostra il libro della giornalista pisana Angela Feo “La scelta di Nadja. Io la moglie di Stalin” (Sassoscritto editore, pagine 109) che ricostruisce, da un inedito punto di vista femminile, la vita e la fine tragica di Nadja Allilueva, morta suicida a 32 anni in una stanza del Cremlino.
Il libro sarà presentato giovedì 11 aprile alle 17.30 alla libreria Feltrinelli a Pisa (Corso Italia 50). Alla presentazione parteciperanno, oltre all'autrice, Lorenzo Becattini, presidente di Toscana Energia, Elena Dundovich, docente di Storia dell'Europa Orientale al Dipartimento di Scienze Politiche dell'Università di Pisa, Vittoria Franco, senatrice. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Giovanni Nardi.
Legata fin dall'adolescenza a Stalin (nella foto), che ne farà la sua seconda moglie quasi bambina, Nadja è testimone d'eccezione dell'intera parabola della Rivoluzione, dalla prima entusiastica fase fino al consolidarsi del potere staliniano. Una donna che cresce oscurata dalla straripante personalità del marito, tiranno in casa come in patria. Nadja è una figura moderna, contraddittoria, ancora immatura, che ambisce disperatamente alla realizzazione personale, che crede nel sogno impossibile della rivoluzione buona, e tenta confusamente di ribellarsi a un destino implacabile.
Il libro le restituisce presenza e dignità, e consente di rileggere alcune delle pagine più drammatiche della storia contemporanea sotto una luce nuova. Un'opera che dimostra come la storiografia possa essere rigorosa, senza essere noiosa, e avvincente come un romanzo.
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