Il Tirreno

Pisa

una lunga battaglia giudiziaria

Il Circolo la Corte ai vecchi soci

di Pier Luigi Ara
Il Circolo la Corte ai vecchi soci

Critiche dal Gas calcesano, che teme in trasferimento a San Giuliano

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CALCI. A 24 ore dallo sgombero, decretato dall’ufficiale giudiziario, il circolo Arci La Corte è già tornato in mano ai vecchi soci i quali, riuniti nella società Semplice Operaia, hanno vinto la causa. I giudici di Pisa e poi i magistrati di Firenze hanno riconosciuto le buone ragioni dei soci fondatori che hanno condotto una dura battaglia piegando la tenace resistenza dei soci venuti dopo. Poco prima di mezzogiorno ieri Marco Magagnini e Paolo Possenti, protagonisti in prima linea dell’estenuante braccio di ferro durato anni, con le chiavi consegnate loro dai carabinieri, hanno riaperto il locale espletando alcune incombenze.

Ci si domanda che cosa ne sarà dell’immobile di via Buozzi. Si insedierà un nuovo circolo oppure si procederà a una eventuale ristrutturazione per altra destinazione d’uso. L’intera vicenda continua a essere al centro dei commenti con strascico di polemiche roventi. Giovedì sera, in piazza del Municipio, si è svolta la prima vendita dei prodotti del Gas. Sono stati allestiti stand e posizionati biliardini. La musica di contorno durante la seduta in corso del consiglio comunale. Proprio nell’aula Rino Logli sono arrivati numerosi soci del circolo Arci La Corte che hanno esternato l’amarezza e la delusione per quella che considerano una plateale ingiustizia.

Il sindaco Possenti e la giunta, bersaglio di dure critiche, hanno annunciato che si sta verificando una sistemazione per le attività del circolo. Corre voce che potrebbe esserci il trasferimento nel vicino territorio di San Giuliano. Soluzione, questa, poco gradita in primis dal Gruppo di Acquisto Solidale, forte di oltre cento famiglie. In una nota si legge: «Il Gas di Calci aveva seguito e sostenuto la causa del circolo già in occasione del primo sfratto dalla sede di Montemagno; già allora era in gioco non solo uno spazio dove rendere possibile le attività, ma anche soprattutto la possibilità di mantenere viva l’esperienza di socialità e produzione culturale, unica nel suo genere a Calci».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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