Il Tirreno

Pisa

Ecco quanto pagano i bagni al Comune per le concessioni

di PIetro Barghigiani
Ecco quanto pagano i bagni al Comune per le concessioni

Il conto totale per 51 stabilimenti è di circa 290mila euro Quello che paga di più è il La Pace, poi Maddalena e Venere

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PISA. Il conto finale è di circa 290mila euro. Soldi che il Comune pretende per il 2013 da 51 stabilimenti balneari sotto forma di indennità di occupazione dei terreni. Per 49 bagni, pari a 281mila euro, si tratta di società o persone fisiche che hanno un titolo di occupazione. Mentre per due stabilimenti, corrispondenti a 11.686 euro, il Comune mette a bilancio l’incasso con la dicitura “indennità per occupazione senza titolo”.

L’entrata media della “location on the beach” si aggira intorno ai 5.500 euro all’anno. Lo stabilimento che paga di più è il bagno “La Pace” con 16.059 euro. All’ultimo posto troviamo il bagno “Aeronautica Militare” con 828,22 euro. Entro questa forbice ci sono decine di realtà imprenditoriali di piccola e media grandezza.

Tra i bagni sopra i 10mila euro sono schierati, alle spalle de “La Pace”, il Maddalena con 14.432 euro, il Venere con 12.191 euro, il Lido con 11.794 euro, il Vittoria con 11.678 euro. Al Florida viene chiesto un importo di 10.883 euro. Il grosso delle attività è compreso nella fascia centrale tra i 5mila e i 10mila euro. Sotto i mille euro di affitto da versare al Comune ci sono il Fortuna con 996 euro e un altro bagno Vittoria con 933 euro.

Giove pluvio permettendo, la stagione è ormai alle porte. In diversi stabilimenti le opere di manutenzione sono già iniziate ed i più ottimisti sono pronti ad aprire gli ombrelloni per il ponte del 25 aprile. In attesa di occupare le spiagge da giugno a settembre. Quegli arenili sulla cui proprietà le battaglie dei concessionari non sono ancora finite. Lo spettro delle aste non è scongiurato, Il settore, insieme con le Regioni, ha lanciato un appello al governo e al Parlamento per riavere le certezze indispensabili a far ripartire gli investimenti e l’occupazione nelle aziende balneari e nell’indotto. Ma l’Ue insiste e il braccio di ferro con lo Stato italiano prosegue.

Intanto, nei giorni scorsi è nata la Fiba Toscana Nord, un sindacato balneari targato Confesercenti che riunisce tutti gli stabilimenti che vanno da Massa a Calambrone. Un’occasione anche per discutere il ruolo della nuova struttura sindacale nello scenario regionale ed i criteri di composizione degli organismi dirigenti, non più intesi come sommatoria delle singole realtà territoriali ma come unico raggruppamento territoriale con circa centocinquanta stabilimenti balneari iscritti. La volontà è quella di far nascere e sviluppare un’associazione sindacale d'area che sappia aggregare e sviluppare tutto il settore attraverso iniziative comuni e utili per fare sinergia non solo tra i colleghi balneari, ma anche e soprattutto con le imprese del territorio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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