Sicurezza
Volontario sospeso dalla Misericordia: «Atto abnorme»
PISA. Buttato fuori dopo più di quarant’anni di volontariato, sospeso a tempo indeterminato. È la sorte toccata ad un volontario della Misericordia che per la venerabile e secolare...
PISA. Buttato fuori dopo più di quarant’anni di volontariato, sospeso a tempo indeterminato.
È la sorte toccata ad un volontario della Misericordia che per la venerabile e secolare arciconfraternita pisana si è prestato dal lontano 1972. Sospeso, a sentire la sua versione, senza possibilità di appello e spiegazioni, chieste dal 30 novembre scorso ed ancora senza risposta, nonostante l’intervento di un legale a cui l’uomo, Giuseppe Cagnoni, si è rivolto intentando un contenzioso. Anche il suo avvocato, Arianna Baglini, che «si riserva di adire nelle sedi opportune per l’offesa recata al suo cliente», ha battuto inutilmente alla porta della Misericordia, per quattro mesi, con raccomandate, mail e telefonate, ma senza maggior fortuna.
Tutto inizia a novembre, quando Cagnoni avrebbe una discussione con un residente magistrale che lo allontana dalla sede perché, in orario di lavoro, avrebbe parlato con un caposervizio. Cagnoni poco dopo lo avvicinerebbe e direbbe che così non si fa, ma l’altro sarebbe rimasto fermo sulle sue posizioni. Il 30 novembre il volontario riceve una lettera, firmata dal vicegovernatore, Davide Rossi, e tre residenti magistrali, Carlo Alberto Orvietani, Michele Apruzzese e Francesco Mancuso, con cui viene sospeso a tempo indeterminato per «comportamenti non idonei allo spirito dell’istituzione». In una raccomandata inviata dall’avvocato Baglini al governatore dell’arciconfraternita, Luigi Marchetti, il legale fa notare che «il provvedimento è nullo perché in spregio allo statuto, secondo cui le sanzioni disciplinari sono l’ammonizione, la decadenza e l’esclusione dei confratelli con la sospensione a tempo determinato per non più di un anno e che ogni sanzione prevede la contestazione scritta dell’addebito e dall’altra parte la presentazione delle giustificazioni entro 15 giorni al magistrato (così si chiama il cda della confraternita) e al Collegio dei probiviri. Ma purtroppo il cda, che si riunisce oggi e che è stato eletto il ben lontano 17 giugno scorso, non è stato ancora integrato con le nomine dei probiviri e dei sindaci revisori supplenti. Elezione che, pare, avverrà domani, ben dieci mesi dopo il voto e quattro dopo la sospensione del volontario. «A chi scrivo?» si è chiesto in questi mesi Cagnoni, che ha definito il provvedimento “abnorme”. «Un atto nullo», aggiunge il suo legale, l’avvocato Baglini, che ricorda anche come il volontario sia presente nella confraternita da quasi mezzo secolo, durante il quale ha ricevuto per la sua opera gratuita due medaglie di bronzo, una d’oro e una d’argento. Insomma non solo guai per il buco milionario che pende sull’antica associazione ormai da quasi due anni, ma anche vento di polemiche e veleni, un vento che in effetti spira si dall’inizio di questa avventura, costellata di reciproche accuse - fra i membri - di sprechi, clientelismo e cattiva gestione.
Candida Virgone
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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