La manifestazione
Sollevatore atteso da un anno e mezzo
PISA. Aspetta da quasi un anno e mezzo un sollevatore per l’anziana madre che non ce la fa ad alzarsi dal letto. L’Asl si scusa per il ritardo e giustifica il disservizio con alcuni disagi dell’uffic...
PISA. Aspetta da quasi un anno e mezzo un sollevatore per l’anziana madre che non ce la fa ad alzarsi dal letto. L’Asl si scusa per il ritardo e giustifica il disservizio con alcuni disagi dell’ufficio protesi. Il caso, comunque, verrà risolto a breve.
È la storia raccontata da Benedetta Soldani, la cui madre, 81enne, dal 2001 è invalida civile al cento per cento. Dopo una caduta si è rotta il femore sinistro, aggiungendo un ulteriore problema alla qualità della sua vita e a quella delle persone che la devono accudire.
«Abbiamo richiesto alla Asl 5 di Pisa una visita fisiatrica a domicilio e l'abbiamo attesa ben quattro mesi – spiega la dottoressa Soldani –. Finalmente a novembre 2011 riusciamo ad avere la richiesta scritta di un presidio, un sollevatore, perché una persona da sola non riesce ad alzare e a rimettere a letto mia madre. Dobbiamo essere sempre in due, la badante più un'altra persona. Per questo motivo ho deciso di trasferire mia madre e la persona che la assiste a casa mia effettuando un cambio di residenza dal comune di Pisa al Comune di San Giuliano Terme».
Dal novembre 2011, dopo vari solleciti sia scritti che verbali non solo non c’è traccia del sollevatore, ma la figlia non ha ricevuto risposta dalla Asl 5. «In mancanza del sollevatore, sono costretta ad organizzare la mia vita e quella delle mie figlie e di mio marito in modo tale da assicurare 4 volte il giorno la presenza di una persona di famiglia in aiuto della badante per assistere mia madre – si sfoga Benedetta Soldani –. Trovo questo fatto inconcepibile e inaccettabile. La domanda viene spontanea: forse qualcuno ha interesse a risparmiare su servizi indispensabili aspettando che il cittadino si stanchi dell'attesa e trovi un'altra soluzione, a suo carico o forse perché qualcuno risparmiando ottiene un premio? Vorrei solo ottenere quello che mi spetta e che spetta a mia madre da un anno e mezzo».
L’Asl conferma il disagio patito dalla famiglia della dottoressa Soldani, a cui porge le sue scuse, e dà la sua versione dei fatti.
«È bene precisare che la richiesta di visita fisiatrica domiciliare per ausili è arrivata al servizio l'8 luglio 2011 ed è stata effettuata il 29 agosto 2011 – risponde l’azienda sanitaria –. La visita ha portato alla prescrizione del sollevatore, tale autorizzazione alla fornitura (n. 8063) è stata validata dall'ufficio protesi nel dicembre 2011 e consentiva alla paziente di recarsi ad una sanitaria di fiducia per ottenere l'ausilio nuovo. Purtroppo, in quel periodo si stava mettendo a punto la nuova organizzazione dell'ufficio protesi e la pratica ha avuto tempi superiori alla norma, ciò non toglie che se la signora avesse segnalato all'Urp la mancata risposta probabilmente ci saremmo accorti prima che l'autorizzazione non è mai giunta a destinazione per un problema legato all'invio postale». L’Asl invita gli utenti a rivolgersi sempre all’Urp, anche attraverso il sito www.usl5.toscana.it.
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