Il Tirreno

Pisa

Il Comune fa causa ai carabinieri morosi

di Giovanni Parlato
Il Comune fa causa ai carabinieri morosi

Il giudice ha condannato il Ministero dell’Interno al pagamento di oltre un milione di euro di canoni arretrati

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PISA. Il Comune di Pisa non deve fare i conti soltanto con gli inquilini morosi che non pagano l’affitto delle case popolari. In questa categoria, ci sono (o meglio, ci sono stati per anni) anche i carabinieri. Al punto che l’amministrazione comunale ha intentato una causa civile al Ministero dell’Interno che è stato condannato a pagare oltre un milione di euro al Comune di Pisa. Sentenza del tribunale di Firenze cui il ministero si opporrà, ma intanto dovrà versare alle casse comunali quanto stabilito dal giudice.

La sede al centro della disputa non è la caserma sede del Comando provinciale (di proprietà della Provincia), ma l’edificio di fronte, sempre in via Guido da Pisa. In questo edificio, l’Arma dei Carabinieri, su più piani, dispone diversi uffici, sala conferenze, alloggi di servizio per il personale. Tra amministrazione comunale e ministero dell’Interno era stato stipulato un contratto d’affitto, ma da diversi anni veniva disatteso: in pratica, il ministero non pagava. E a niente sono valse, nel tempo, le varie richieste degli uffici comunali affinché il contratto fosse rispettato. Al punto che il Comune ha dovuto fare causa e la questione è finita al tribunale di Firenze dove un giudice, carte alla mano, ha dato ragione all’amministrazione comunale e condannato il ministero dell’Interno a pagare i canoni degli anni arretrati (a cui si sono aggiunti gli interessi) per un totale che supera il milione di euro. Soldi che, nonostante l’annunciato ricorso che porterà all’appello, il ministero dovrà versare al Comune.

In futuro, tuttavia non si arriverà più alla guerra delle carte bollate. Infatti, grazie alla mediazione del prefetto Francesco Tagliente, sarà applicato il criterio della reciprocità, una normativa che riguarda gli enti pubblici che affittano i propri edifici ad altri enti pubblici. Ed è proprio il caso pisano. Infatti, se i carabinieri occupano l’edificio in via Guido da Pisa del Comune, quest’ultimo occupa Palazzo Mosca che è di proprietà del ministero dell’Interno. Grazie al criterio della reciprocità ognuno occuperà lo stabile senza pagare alcun canone.

In passato, il ministero dell’Interno si era trovato in difficoltà nel pagamento del canone della caserma Salvo D’Acquisto, sede del comando provinciale dei carabinieri di proprietà della Provincia. In questo caso, la situazione ha avuto un’evoluzione diversa. Fu l’allora prefetto Maria Fiorella Scandurra, a Pisa fra il 2003 e il 2007, a dirimere il caso sugli arretrati e tutt’ora fra Provincia di Pisa e ministero dell’Interno c’è un regolare contratto. Il pagamento del canone arriva un po’ in ritardo, ma viene onorato e i soldi investiti, in buona parte, nelle manutenzioni delle caserme com’è avvenuto a Pisa e a Volterra.

Ma il caso pisano non è isolato. Il ministero dell'Interno ha disatteso il contratto anche col Comune di Sesto Fiorentino proprietario dell’edificio dove si trova la caserma dei carabinieri. Dopo un periodo di comodato gratuito, da gennaio scorso il ministero avrebbe dovuto inziare a pagare il canone, ma la Prefettura ha fatto sapere al Comune di Sesto che il ministero non aveva i soldi e chiedeva di proseguire con la forma del comodato gratuito. Ma il Comune ha risposto con un secco no ed è pronto ad aprire una battaglia legale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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