Italia
Caso Ragusa, tutto porta in via Gigli
È la strada del presunto avvistamento notturno di Logli che a “ Chi l’ha visto?” raccontò dei cani decisi a fiutare quella zona
SAN GIULIANO TERME. Tutto sembra portare sempre in via Gigli. Il primo ad indicare la strada, due giorni dopo la scomparsa di Roberta Ragusa, l'imprenditrice svanita nel nulla nella notte fra il 13 e il 14 gennaio del 2012 dalla sua casa di Gello di San Giuliano, è proprio il marito, Antonio Logli, 49 anni, l'unico ad essere indagato per questo mistero con l'accusa di omicidio volontario.
È lui stesso, il lunedì successivo alla misteriosa notte fra il venerdì e il sabato precedenti, a dire ai microfoni di Rai Tre che i cani portati dalla protezione civile per fiutare tracce della moglie si fermano nella vicina via Gigli. Escono nel piazzale su cui si trovano case e uffici di famiglia, arrivano ad un lampione che dà sui campi, attraversano i prati vicini e sfociano proprio in quella strada, dove si fermano, come se non sapessero più dove andare. Come se qualcuno avesse preso Roberta e l'avesse caricata in macchina. È la domanda che viene fatta dai microfoni della trasmissione "Chi l'ha visto?", andata in onda ieri sera, domanda a cui Antonio risponde con fermezza: «Sì, come se qualcuno l'avesse caricata su una macchina». Insomma, tutto conduce in via Gigli, ancora una volta, il luogo in cui il superteste di questo giallo dice di aver visto Logli quella notte , la prima volta con certezza, tornando a casa, la seconda con un po' di indecisione, ma ripensando sempre a lui, dato che pochi minuti prima lo aveva riconosciuto proprio in quel punto, ed in un'ora in cui il marito sotto accusa ha sempre detto di dormire un sonno profondo. In via Gigli, inoltre, Logli avrebbe compiuto una sorta di prova, come indagine difensiva, per vedere se di notte in quella zona, così buia, qualcuno può davvero dire di vedere qualcosa.
Un "esperimento" che fa proprio nel luogo indicato dal superteste, anche se tutti i media che avevano data la notizia avevano collocato la scena, artatamente, in un altro luogo, e cioè nella vicina via Dini. E ancora, in via Gigli, Logli torna il giorno dopo, quando va a chiedere, foto della moglie in mano, notizie di lei moglie. «Sto andando a chiedere a tutti»: direbbe in casa del superteste. Ma di fatto, secondo gli inquirenti, sarebbe quella l'unica porta a cui bussa. E sempre in via Gigli Logli viene visto aggirarsi sabato mattina, scrutando i bordi laterali della strada, come se cercasse qualcosa. Viene visto da ben tre persone, che poi ne parleranno agli inquirenti.
Tutti gli indizi, insomma, ben prima che vengano fuori testimonianze e indiscrezioni, fin dai primi momenti della scomparsa, portano in quella strada, nella zona indicata dal superteste, che a questo punto potrebbe essere la chiave di un mistero lungo quasi quindici mesi. Una serie di strane coincidenze. Antonio all'inizio racconta di questo, sia agli inquirenti che ai giornalisti, ma tace tante cose. Parla di un ménage con alti e bassi, come tanti, ma tace la relazione extraconiugale, che confessa solo lunedì sera, quando l'amante, Sara Calzolaio, dopo un pomeriggio passato con l'amica del cuore che la convince a fare chiarezza subito, va dai carabinieri di Pontasserchio.
Racconta che ha un'altra e solo allora parla dei cellulari segreti che ha ordinato a Sara di distruggere appena sveglio, sabato mattino, quando dice di accorgersi che la moglie è sparita. Poi chiede in giro, su consiglio di amici va al cimitero di Orzignano, a vedere se Roby è sulla tomba della madre, e dopo, stranamente, in pieno dramma, va anche a Geste, non si sa a far cosa, viste le circostanze. Poi c'è l'allarme ai carabinieri di Pontasserchio, che lo indirizzano a San Giuliano, le prime ricerche e la telefonata al cugino lucchese della moglie, Carlo Ragusa.
«Non mi chiede se Roby era da qualcuno di noi – dirà Carlo – ma mi dice che è scomparsa, forse per un'amnesia dopo una caduta, e di avvisare i mie parenti». Anche questa, come altre circostanze, apparirà strana sia ai familiari che agli inquirenti. Questo marito è solo un sospettato in un'inchiesta ancora in fieri e da cui forse uscirà innocente, ma tutto quello che ha fatto finora non lo aiuta certo a difendersi quantomeno dal giudizio degli altri.
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