Il Tirreno

Pisa

Sara, l’Asl citata in giudizio come responsabile civile

di Pietro Barghigiani
Sara, l’Asl citata in giudizio come responsabile civile

Accolta l’istanza dei legali dei genitori della bimba morta a Locri nell’estate 2009 L’azienda entra nel processo con i tre medici accusati di omicidio colposo

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VECCHIANO. L’Asl di Locri, ora accorpata all’azienda sanitaria di Reggio Calabria, entra nel processo come responsabile civile per la morte di Sara Sarti, la piccola di 4 anni e mezzo di Vecchiano, deceduta nell’agosto 2009 nell’ospedale calabrese.

Il giudice delle udienze preliminari, Davide Lauro, ha accolto ieri mattina l’istanza presentata dai legali della famiglia Sarti, gli avvocati Giovanni Frullano e Elena Mannucci, di citare in giudizio l’Asl.

È un punto a favore del collegio che assiste i Sarti che ieri mattina ha formalizzato la costituzione di parte civile dei genitori di Sara, Alessandro Sarti e Caterina Nicita, dei due nonni e dei quattro zii.

Il gup ha fissato al 14 giugno l’udienza per valutare la richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla Procura dopo il provvedimento di imputazione coatta firmato dal gip Caterina Capitò nei confronti di tre medici, Maria Teresa Sabatino, 46 anni, Antonio Muscari, 52 anni e Vincenzo Speranza di 68 accusati di omicidio colposo.

Si tratta dei dottori che, in tempi e con ruoli diversi, erano entrati in contatto con la piccola Sara durante il ricovero concluso con la morte della piccina. Nel giro di un paio di mesi sarà notificata all’Asl la citazione a giudizio.

La bambina morì mentre si trovava in vacanza dai nonni a Casignana, nella Locride. L'imputazione "coatta" nei confronti dei tre medici si fonda essenzialmente sulla mancata valutazione delle dichiarazioni rese dalla nonna della piccola paziente, la signora Maria Vottari, che contrastano con le affermazioni rese dalla pediatra, la dottoressa Maria Teresa Sabatino, davanti alla commissione di verifica e sulle quali si sono radicate le conclusioni peritali del collegio nominato in sede di incidente probatorio.

Sara, su consiglio del medico di famiglia, venne portata in ospedale il 23 agosto del 2009 perché stava male. Dopo essere stata visitata da due medici del pronto soccorso e da una pediatra dell’ospedale, fu rispedita a casa con un antiemetico per lenire nausea e vomito. Il giorno dopo la situazione precipitò. La bimba tornò in ospedale moribonda.

L’intervento di rianimazione si rivelò inutile e terminò con la morte della bambina nel giro di poche ore per miocardite, polmonite e appendicite. Per i genitori qualcuno non fece il suo dovere e sottovalutò un malore dagli esiti fatali. Anche il perito del gip nella sua relazione sostenne che, se ricoverata e sottoposta ad analisi e terapia, la piccola avrebbe potuto salvarsi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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