Il Tirreno

Pisa

Marina, altre spiagge di ghiaia in arrivo

di Francesco Loi
Marina, altre spiagge di ghiaia in arrivo

Chiusa la conferenza dei servizi: cantiere da settembre tra piazza Gorgona e piazza Baleari, spesa di quasi 6 milioni

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PISA. E’ iniziato il conto alla rovescia. A settembre sarà dato il via ai lavori che porteranno al raddoppio delle spiagge di ghiaia a Marina di Pisa. Il nulla osta è arrivato dalla conferenza dei servizi. Dopo essere state scelte per difendere il tratto di costa compreso tra piazza Sardegna e piazza Gorgona, le spiagge di ghiaia andranno a svolgere la stessa funzione anche più a nord, da piazza Gorgona fino a piazza delle Baleari. Tecnicamente si parla di intervento alle celle 4 e 5 (le attuali spiagge di ghiaia corrispondono invece alle celle 6 e 7) per una lunghezza che sfiora i cinquecento metri.

«Per luglio sarà completata la fase della gara d’appalto», conferma l’assessore provinciale all’ambiente, Valter Picchi. La conferenza dei servizi (Comune, Capitaneria di Porto, Arpat, Provincia) ha stabilito che il cantiere dovrà essere avviato «in anticipo di un mese e cioè a partire dal mese di settembre 2013, anziché ottobre». Viene inoltre già specificata la necessità di «proseguire i lavori anche durante la stagione estiva 2014 ad esclusione del mese di agosto». Quasi un anno di lavori, quindi. E si andrà a diritto per chiudere il cantiere prima possibile, per non incontrare troppo gli inevitabili contrattempi del periodo freddo (le mareggiate).

L’intervento costerà 5 milioni e 581mila euro (fondi regionali trasferiti alla Provincia). Ancora ghiaia dunque per difendere Marina. «Forse non sarà il massimo, ma questo è l’unico tipo di progetto che ha dimostrato di dare garanzie contro quel fenomeno complesso e di portata mondiale che è l’erosione», dice Picchi. In passato era stato ipotizzato anche l’impiego di sabbia per ricostituire il vecchio arenile, «ma sarebbe servito uno stanziamento cinque volte superiore», fanno notare dagli uffici provinciali. «In più - aggiunge l’assessore - consideriamo che non si possono utilizzare le cave sottomarine non essendo ancora stato classificato il loro materiale e dunque la sua reale capacità di integrazione con la sabbia locale».

Nella relazione dei tecnici della Provincia, il tandem ghiaia-scogliere soffolte (sommerse) viene promosso per «i positivi risultati raggiunti dal 2008 fino ad oggi». Il ripascimento di ghiaia, si aggiunge, «è stato in grado di assorbire l’energia del moto ondoso incidente senza tracimazioni sulla strada». Per quanto riguarda la creazione della nuova spiaggia artificiale il progetto prevede, per regolarizzare il profilo del fondale, un primo versamento di materiale fine sabbioso (che sarà prelevato al largo); su questa base sarà steso il ripascimento in ghiaia, il cui volume necessario è di circa 60mila metri cubi di sassi (da cave terrestri). Le scogliere frangiflutti, lunghe circa 460 metri, avrebbero in ogni caso bisogno di sistemazione essendo in più punti malmesse: saranno tutte sommerse, portandone la sommità un metro sotto il livello del mare, e saranno allargate fino a 20 metri.

Con questo intervento si concluderanno i progetti anti-erosione che finora erano stati previsti a Marina di Pisa, per un totale di circa 12 milioni di euro in sei anni. «Sarebbero necessari anche altri interventi su Marina, a sud della cella 7, arrivando sino al confine con Tirrenia, dove non esistono dighe al largo - conclude Picchi -. Ma per questi dovranno essere chiesti altri finanziamenti alla Regione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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