Sicurezza
Morosità, Apes lascia Sepi e fa tutto da sola
Il presidente Bani: «Vogliamo poter distinguere i furbetti dai debitori con bisogni reali»
PISA. Pugno duro con i furbetti. Mano tesa a chi non ce la fa a rispettare le scadenze mensili.
Lorenzo Bani, presidente Apes, dà una notizia e spiega come l’azienda si pone nei confronti dei suoi 6.500 assegnatari per una platea di oltre 15mila persone.
La notizia è che Apes segue direttamente il recupero coattivo delle morosità finora affidato alla Sepi.
«Questa nuova situazione ci ha impegnato a muoversi con un approccio diverso , cercando di sensibilizzare gli assegnatari con morosità incolpevole ad usufruire delle opportunità che abbiamo individuato» chiarisce il presidente dell’azienda pisana di edilizia sociale.
Bani sottolinea di aver invitato più volte i cittadini in grave stato di disagio sociale a rivolgersi al segretariato sociale della Società della salute e agli uffici sociali dei Comuni per definire percorsi di aiuto che possono portare al superamento del debito maturato.
«Occorre un impegno comune tra i cittadini e istituzioni per trovare soluzioni al problema della morosità incolpevole» chiosa il presidente.
Apes ha approvato un regolamento che estende a 90 rate la possibilità di pagamento della morosità pregressa, con un piano di rientro che è valido anche per chi si trova già in una situazione di contenzioso.
«Stiamo sviluppando con Casa Valdera un progetto che possa permetterci, attraverso i loro mediatori sociali di conoscere meglio le situazioni della morosità ed informare gli assegnatari delle opportunità possibili per risolverle – prosegue il presidente –. Dalle dichiarazioni dei redditi, esaminate dal ministero delle Finanze, emerge un netto divario fra ricchi e poveri nel nostro paese. Sono quindici milioni di cittadini che hanno un reddito più o meno a 15.723 euro annui lordi. Sono nove milioni e 700.000 che hanno una imposta irpef netta pari a zero. Chiaramente questo livello di povertà investe anche la città di Pisa».
Sul fronte del recupero crediti l’obiettivo dell’azienda è duplice: colpire i furbi e tutelare la dignità di quel cittadino onesto in gravo stato di bisogno che non deve anche avere l'ansia di perdere il diritto primario della casa.
«Chiaramente il recupero della morosità è un dovere non solo amministrativo in quanto le risorse sono necessarie per fare le manutenzioni necessarie, ma anche etico rispetto a chi spesso con grandi sacrifici paga l'affitto – aggiunge –. Ma quello che mi preoccupa sono le morosità tra i mille e i cinquemila euro, che riguardano oggi circa trecento assegnatari. In questa situazione non si possono adottare solo misure repressive. Quello che intendo tutelare è la dignità di quel cittadino in grave stato di bisogno che non deve subire anche il pensiero continuo del debito maturato e dell'ansia di perdere in futuro il diritto primo alla casa».
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