Sicurezza
Cadavere nudo in Arno L’identità è un mistero
Il corpo avvistato al ponte Solferino e recuperato dai vigili del fuoco a San Piero Si tratta di un uomo, carnagione chiara, sui 40 anni: è rimasto a lungo in acqua
PISA. Uomo, nudo, carnagione chiara, età apparente dai 30 ai 40 anni.
È un cadavere non ancora identificato quello che i vigili del fuoco hanno recuperato in Arno domenica dopo le 19 all’altezza del ristorante “Sette nani” in viale Gabriele D’Annunzio.
Il corpo si trova all’istituto di medicina legale in attesa che qualcuno si faccia avanti per un possibile riconoscimento che, fino a sera, non era stato ancora definito. Agli investigatori non risultano segnalazioni dk persone scomparse nelle ultimi ore in provincia.
L’assenza di documenti complica il lavoro dei carabinieri del nucleo operativo, guidati dal tenente colonnello Gianni Fedeli, impegnati da domenica a sera a dare un nome all’uomo ripescato nel fiume. Le condizioni del corpo non aiutano gli investigatori, soprattutto a causa del gonfiore dovuto al lungo tempo passato in acqua. Non ci sarebbero segni evidenti di violenza, se non alcune ferite compatibili con le insidie ambientali che ha dovuto affrontare nel suo galleggiare supino lungo il corso d’acqua. Il gonfiore riscontrato è indice di una lunga permanenza in acqua. Sarà l’autopsia a stabilire le cause del decesso.
Il primo avvistamento di una sagoma somigliante a una persona e il conseguente all’allarme ai vigili del fuoco è avvenuto in una zona centrale della città all’altezza del ponte Solferino. I vigili del fuoco, scesi in acqua con un gommone, lo hanno recuperato dopo 5-6 km nei pressi del ristorante “Sette nani” a San Piero a Grado. Una forte corrente ha impedito un recupero agevole del cadavere trascinato verso la foce del fiume.
In città la mattina dell’8 marzo era sparito Marco Vento, 46 anni, di Pescia Romana, titolare di un’azienda agricola a Pescia Fiorentina, e conosciutissimo a Capalbio. Il giorno prima aveva fatto una Tac all’ospedale di Cisanello. Gli era stato diagnosticato un principio di ischemia cerebrale. E proprio in quell’ospedale sarebbe dovuto tornare l’8 marzo per andare a prendere la moglie ricoverata da qualche giorno. La sua auto era stata ritrovata sul ponte delle Bocchette. Da quel giorno nessuno ha più avuto sue notizie. Lo hanno cercato in Arno e, con la Capitaneria di Porto, anche in mare. Gli inquirenti non escludono nulla, anche se ritengono difficile, dopo le piene dei giorni scorsi, che un corpo sparito l’8 marzo possa riaffiorare ancora in Arno a una distanza dal punto della scomparsa di non più di 5 km. Un’altra sparizione, circa un mese fa, è quella di un vigile del fuoco di Firenze. Anche in questo caso le probabilità che il corpo appartenga al pompiere sono considerate molto scarse.
Pietro Barghigiani
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