Un velista al Polo attraverserà sciando il mare ghiacciato
Da martedì la spedizione artica: insieme al pisano Lacorte compongono il gruppo un argentino, un belga e due russi
PISA. Un pisano, Andrea Lacorte, sulle tracce di Robert Peary, 114 anni dopo.
«Il 6 aprile 1909, - ricorda Andrea Bartelloni, dirigente dello Yacht club pisano Ycrmp - lo statunitense affermò di aver raggiunto il polo nord geografico, ma lo aveva mancato per soli 40 km. Da allora ad oggi sono state numerose le spedizioni che con ogni mezzo hanno raggiunto questo meta nel mezzo del Mar Glaciale Artico. Ovvero il punto nel quale da qualsiasi parte uno si muova, andrà sempre verso sud. L'asse di rotazione della Terra passa di lì, un punto magico, mitico, quasi mistico. Raggiungerlo è stato il sogno di molti e realizzarlo non è semplice. A oltre un secolo di distanza, il guidone dello Yacht Club Repubblica Marinara di Pisa partirà per questa affascinante avventura per sventolare nel gelido panorama artico. Un pisano affronterà questa avventura che prenderà il via martedì, per concludersi verso la metà di aprile».
Dovendo solcare un mare chi è più indicato di un esperto marinaio? Lacorte, velista, armatore di Vitamin-A, socio dello Ycrmp (Yacht club Repubblica marinara di Pisa), partirà subito dopo Pasqua per questa avventura. Il mare verrà attraversato con gli sci: sempre mare è, anche se di ghiaccio.
L'avventura è entusiasmante e il primo velista pisano che parte per il Polo si è preparato con attenzione per lunghi mesi, con un programma che nulla ha lasciato al caso.
La preparazione prevedeva, oltre alle visite mediche, allenamenti con un programma vario che andava dalla corsa alla bicicletta al nuoto, assistito in questo dal dottor Riccardo Ceccarelli, preparatore di piloti di Formula 1.
La preparazione fisico-atletica è fondamentale: si tratta infatti di percorrere 120 km in 6/7 giorni dormendo sul ghiaccio, portandosi dietro un carico di 38 kg di provviste e attrezzature e affrontando difficoltà varie: tratti notevolmente sconnessi e pericolosi, attraversamento di zone dove il ghiaccio lascia spazio al mare con ampi canali da aggirare con percorsi a zig zag in mezzo a blocchi in movimento.
«Ma lo spettacolo sarà dei più entusiasmanti - ci dice Lacorte: - il sole a mezzanotte, panorami e colori unici immersi in un clima con temperature tra i -20 e i -30° che ci metteranno a dura prova. Ma è una sfida entusiasmante e sempre le sfide mi hanno stimolato. Sul lavoro, nello sport, nella vita. E questa, forse, è tra le più impegnative, ma la preparazione e il team organizzatore, sono una garanzia».
Organizzatore di queste spedizioni è Alain Hubert, esploratore polare che con la sua Polar Foundation svolge una attività di studio e ricerca sulle condizioni climatiche oltre il circolo polare artico.
Il viaggio inizierà da Longyearbyen vicino a Svalbard (Norvegia) (78° latitudine Nord) dove il gruppo, formato da un argentino, un belga e tre russi, oltre al nostro Lacorte, si riunirà e verranno effettuati gli ultimi test prima della partenza, compresa una notte in tenda sul pack (tempi tecnici permettendo). Poi un volo li porterà ad una latitudine di 89°nord e da lì partirà il viaggio vero verso il Polo. Sarà possibile seguire i viaggiatori grazie ad un sistema di rilevamento satellitare (tracking) che dirà, con aggiornamenti ogni ora, la loro posizione e potremo seguire il percorso su http://tinyurl.com/czdtl8z (Polar expedition 2013).
Una vera avventura che non sarà come quelle di Amundsen o di Nobile, ma che mantiene un grande fascino innegabile.
Questo il programma. Arrivo il 3 aprile a Longyearbyen (Svalbard - Norvegia). 4 e 5 aprile allenamenti e check list del materiale, delle attrezzature e dell'equipaggiamento. 6 aprile: volo da Longyearbyen a Barneo (89° lat. Nord), base russa nel Circolo Artico.
7 aprile partenza per il Polo nord. Arrivo previsto dopo 6-7 giorni. Quindi il rientro in elicottero fino a Barneo e in aereo fino a Longyearbyen. Volo per Oslo e rientro ai paesi di provenienza.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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