Il Tirreno

Pisa

La cucina mediterranea fa scuola

I riconoscimenti dell’Accademia e la conferenza del professor Del Prato

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PISA. L’Accademia Italiana della Cucina ha dedicato la conviviale di marzo alla cultura, come vuole la tradizione. Il delegato di Pisa, Franco Milli, introducendo la serata presso il Giardino d’Inverno dell’hotel San Ranieri - ristorante “Squisitia” e dopo il saluto del coordinatore territoriale della Toscana ovest Franco Coco, ha provveduto a consegnare il diploma di appartenenza e il distintivo d’argento a Tommaso Mallorgio per i suoi primi 25 anni di Accademia. Quindi ha presentato il conferenziere della serata, Stefano Del Prato, direttore dell’unità operativa di malattie del metabolismo e diabetologia dell’Azienda Ospedaliera . Il professor Del Prato, attraverso una serie di dati molto recenti e con comparazioni significative, ha messo in evidenza l’importanza della dieta mediterranea per uno stile di vita sano. Il termine dieta è improprio poiché più che di un vero e proprio programma dietetico, si tratta di uno stile alimentare fatto di regole e di abitudini ispirate alla tradizione mediterranea. Negli anni Cinquanta Ancel Keys, un nutrizionista americano, si accorse che le popolazioni del bacino mediterraneo erano meno suscettibili ad alcune patologie rispetto agli statunitensi. Dopo molti studi, per riassumere tutti i princìpi della dieta mediterranea e far presa sulla popolazione, fu proposta negli anni Novanta una semplice piramide alimentare che riportava la distribuzione in frequenza e quantità degli alimenti nell'arco della giornata. In particolare alla sua base si trovavano gli alimenti da consumare più volte al giorno mentre all'apice venivano riportati i cibi da limitare. Quindi un maggiore consumo di proteine vegetali rispetto a quelle animali, una riduzione di grassi saturi e favore di quelli vegetali insaturi, una riduzione della quota calorica globale (il fabbisogno giornaliero è di circa 2500 calorie), un aumento dei carboidrati complessi (integrali) rispetto a quelli semplici (raffinati), un’elevata introduzione di fibre alimentari, una riduzione del colesterolo, preferire la carne bianca a quella rossa, maggior consumo di pesce e legumi, una drastica riduzione di insaccati, superalcolici, zucchero bianco, burro, formaggi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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