Il dolore
Sbagliò la parte da operare e tolse pezzo di lingua sano
PISA. Un intervento dall'esito infelice dopo il quale il paziente rimase con un pronunciato handicap della parola. Dovevano togliergli un carcinoma sul lato destro della lingua, ma il bisturi...
PISA. Un intervento dall'esito infelice dopo il quale il paziente rimase con un pronunciato handicap della parola.
Dovevano togliergli un carcinoma sul lato destro della lingua, ma il bisturi incise e asportò la parte sinistra, quella sana. Poi la marcia indietro del chirurgo con la rimozione corretta della neoplasia. A quel punto, però, la piena funzionalità della lingua era ormai compromessa.
Con l'accusa di lesioni colpose gravi, il dottor Luca Muscatello, 50 anni, origini pugliesi, residente a Livorno, è stato condannato a due mesi, con la sospensione condizionale. Condannata in solido, come responsabile civile, anche l'Azienda universitaria ospedaliera pisana della quale era dipendente il il dottore al momento del fatto.
La sentenza è stata pronunciata dal giudice monocratico, Pietro Murano che ha rinviato al Tribunale civile la fissazione dell'intero risarcimento dei danni senza stabilire una provvisionale. La parte civile, rappresentata dall'avvocato Elisa Capuccini, ha chiesto 90mila euro.
L'operazione avvenne il 28 aprile 2008 quando il dottor Muscatello lavorava a Cisanello. Da oltre un anno il medico, difeso dall'avvocato Patrizio Pugliese, è diventato primario di Otorinolaringoiatria dell'ospedale di Carrara.
Sotto i suoi ferri finì un pensionato, nato a Grosseto e residente ad Alberese, che oggi ha 80 anni.
L'intervento chirurgico non si concluse bene. Il paziente sostenne che il medico era incorso in un errore evidente: aveva sbagliato la parte della lingua su cui avrebbe dovuto intervenire. Non era un’opinione. Dello sbaglio si era reso conto anche il dottore. Di qui la denuncia per lesioni personali accolta dalla Procura che chiese e ottenne il processo di Muscatello. Per l'accusa, sostenuta dal pm Aldo Mantovani, la svista aveva causato al paziente un danno grave consistito in un «indebolimento permanente dell'organo della fonazione».
Il primario è sotto processo a Pisa anche per un altro caso di presunta malasanità. Deve difendersi dall'accusa di omicidio colposo per la morte di un ristoratore di Rieti di 46 anni. Il decesso avvenne dopo un intervento di routine al naso, eseguito in anestesia totale, per prelevare in via endoscopica alcuni campioni organici da esaminare in laboratorio. L'uomo dopo poche ore morì per emorragia cerebrale.(p.b.)
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