Il Tirreno

Pisa

Pazienti ricoverati sopra i materassi stesi sul pavimento

di Carlo Venturini
Pazienti ricoverati sopra i materassi stesi sul pavimento

Denuncia del Nursind: «È un’emergenza troppo frequente» Infermieri in calo, disagi in crescita in Psichiatria e Medicina

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PISA. Pazienti psichiatrici su due materassi buttati in terra.

È questa la punta dell’iceberg, del gravissimo disagio denunciato dal sindacato degli infermieri Nursind per bocca del segretario provinciale Daniele Carbocci.

Pazienti su materassi, numero di posti letto superiori alle direttive della stessa Aoup ed infermieri al di sotto dell’organico. E questo accade a Psichiatria. Mentre Medicina generale è diventata il «parcheggio di carico e scarico» del pronto soccorso. Ed anche qui gli infermieri boccheggiano, anzi per usare le parole del Nursind «sono spremuti come limoni».

Psichiatria. «I materassi per terra su cui ricevono le cure necessarie i malati psichiatrici dovrebbero essere una forma emergenziale e comunque sia, non tollerabile – dice Carbocci – ma quando questa situazione di emergenza si ripete con frequenze sempre più crescenti, allora vuol dire che la direzione deve prendere provvedimenti seri ed urgenti».

Il Nursind oltre a preoccuparsi del disagio dei pazienti sui materassi, sottolinea la seria difficoltà a fare iniezioni, flebo insomma a prestare tutte le cure del caso al paziente che notoriamente non è proprio un malato “mansueto”. E pensare che stando alle direzione sanitaria, a Psichiatria 1 i posti letto dovevano passare a febbraio da 15 a 18. E qui scatta la beffa a danno degli infermieri.

«Visto che i posti letto, in linea teorica, dovevano diventare 18, la prima cosa che è stata fatta è stata la riduzione degli infermieri che passano da 4 per turno a 3».

I direttori delle due cliniche psichiatriche la 1 e la 2, stando al sindacato, hanno tenuto tutti i letti montati ed ai 25 si sono aggiunti un paio di materassi. Il Nursind vorrebbe che la direttiva della Aoup fosse rispettata o che si ritornasse ai santi vecchi con lo stesso numero di posti letto (25) e stesso numero di personale infermieristico.

Medicina 5. Stando al Nursind, l’azienda viola ogni giorno la normativa sull’orario di lavoro in moltissimi reparti dove gli infermieri assenti per gravidanza o malattia o che sono andati in pensione, non sono reintegrati e quindi gli infermieri “superstiti” vengono letteralmente spremuti, costretti a lavorare in pochi, caricati di ore di straordinario e costretti a saltare i riposi, richiamati continuamente in servizio stravolgendo così la loro vita familiare. E sempre stando al sindacato, è violata costantemente anche la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro laddove si spostano improvvisamente gli infermieri da un reparto all’altro senza che vi sia stata adeguata formazione.

«La Medicina 5 generale è stata inserita nel Dipartimento emergenza accettazione (Dea) per funzionare da “scarico” per le esigenze di ricovero del pronto soccorso – dice Carbocci – e questa modifica organizzativa ha fatto sì che la complessità dei pazienti che vi vengono ricoverati è enormemente aumentata e non è più quella di una medicina generale dove ci andavano i “vecchietti” perché vi vengono ricoverati pazienti con gravi insufficienze respiratorie da seguire e monitorare con strumenti adeguati di cui la Medicina è in gran parte sprovvista, nonché addirittura pazienti obbligati in respirazione meccanica assistita, pazienti con patologie gravi del tratto gastro intestinale spesso in pericolo per il rischio di emorragia».

Personale diminuito. L’eccessivo turn over dei pazienti per aumentare la disponibilità dei posti letto, obbliga gli infermieri a svolgere le operazioni di ammissione e dimissione fino a 7 volte il giorno di pazienti che giungono stremati dal pronto soccorso da ore di attesa in barella.

«Il personale infermieristico non solo non è stato aumentato dopo che la Medicina è stata inserita nel Dea – dice Carbocci – ma anzi “virtualmente” diminuito dal fatto che congedi per maternità e per legge 104 (diritto a 3 giorni di congedo per assistere familiari disabili) e le sostituzione delle malattie, sono a carico dei colleghi costretti a straordinari e salti di riposo per coprire queste assenze». Da 7 mesi, non vi è stata alcuna assunzione di infermieri. “E con le ferie estive che inizieranno a maggio, la situazione peggiorerà”: avverte il sindacalista. Dalla metà febbraio a questa situazione, si è aggiunto che i 18 posti letto in dotazione alla struttura sono stati divisi in 6 posti di geriatria e 12 di medicina: posti invariati ma con due team di medici separati. Un’ulteriore frammentazione (fra le tante presenti in azienda) che ha complicato non poco il lavoro degli infermieri che si trovano ora a dover seguire 2 differenti turni di visita medica, ricevere prescrizioni da due gruppi di medici differenti con tempistiche ovviamente differenti. «Così si lavora di più e male e a breve, non potremo garantire ai pazienti, quegli standard qualitativi di servizio del passato» conclude Carbocci. Anche questo forte disagio, lo si deve alla mannaia di tagli orizzontali della spending review.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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