Il Tirreno

Pisa

Il vicesindaco supera tutti è suo il reddito più alto

Pubblicati per legge gli imponibili di sindaco, assessori e consiglieri comunali Ghezzi (133mila euro) davanti a Chiarugi (123mila), terzo Filippeschi

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PISA. E’ il vicesindaco Paolo Ghezzi il “Paperone” di Palazzo Gambacorti. Dichiara più dei suoi colleghi di giunta. E anche dei consiglieri, tra i quali invece spicca Massimo Chiarugi. Sono on line, sul sito del Comune, gli imponibili di amministratori e consiglieri comunali secondo la dichiarazione dei redditi 2011 (anno 2010). La comunicazione è sotto la voce “Pubblicità della situazione patrimoniale dei consiglieri, degli assessori e del sindaco”.

La normativa. Tale comunicazione risponde agli obblighi del decreto legislativo del 2000 numero 267 (“Obblighi di trasparenza dei titolari di cariche elettive e di governo”). Con l’art. 41-bis dello scorso dicembre le indicazioni sono diventate ancora più stringenti. Il Comune di Pisa si sta adeguando, tanto che sull’elenco pubblicato si potrebbe mettere un cartello di lavori in corso. Il decreto impone agli enti locali con popolazione superiore ai 15mila abitanti, pur nell’ambito di una propria autonomia, di regolamentare le modalità di pubblicità e trasparenza dello stato patrimoniale dei titolari di cariche pubbliche elettive e di governo. La dichiarazione è da pubblicare annualmente, oltre che all’inizio e alla fine del mandato, sul sito internet dell’ente. La norma specifica, e amplia, quello che deve essere reso noto: a parte i redditi annualmente dichiarati, anche i beni immobili e mobili posseduti; le partecipazioni in società quotate e non quotate; la consistenza degli investimenti in titoli obbligazionari, titoli di Stato, fondi di investimento.

Sanzioni. Non tutti gli amministratori e consiglieri comunali hanno ancora dato comunicazione, ma i loro numeri sono annunciati in arrivo. Anche perché la normativa impone agli enti locali di prevedere sanzioni per la mancata o parziale ottemperanza: si va da un minimo di 2mila euro ad un massimo di 20mila. Il Comune sta integrando il regolamento con le nuove indicazioni, un lavoro che procede pur con il consiglio in scadenza: nei prossimi dieci giorni terrà le ultime sedute della legislatura.

La giunta. E’ dunque il vicesindaco Ghezzi a guidare una sorta di classifica dei redditi a Palazzo Gambacorti. L’ammontare degli imponibili tiene conto di tutte le voci, dunque sia di quanto viene percepito in qualità di amministratori sia degli altri introiti (stipendio per i dipendenti, ci sono alcuni assessori part-time, o compensi per i liberi professionisti), oltre alle proprietà. Sempre sul sito del Comune, nel suo profilo, il sindaco Marco Filippeschi è persino generoso nei dettagli. Si dichiara infatti «proprietario dal 27 aprile 2006 di una porzione dell’abitazione dove risiede (l’altra è di proprietà della moglie), a Pisa, unica proprietà immobiliare assoggettata all’imposizione fiscale, e di una piccola porzione dell’abitazione dove vive sua madre, a Luciana di Fauglia, ricevuta per successione». E poi: «Intestate due autovetture: una Renault Laguna 1.600 cc immatricolata nell’anno 2000 e una Opel Agila immatricolata nell’anno 2003. Reddito imponibile per l’anno 2010: 117.985 euro; imposta lorda sullo stesso reddito 43.904,00 euro».

Curiosità. Qualche particolarità sugli assessori. Al terzo posto dopo Ghezzi e Filippeschi si trova Maria Paola Ciccone, dirigente scolastico. Andrea Serfogli ha alcuni fondi commerciali e azioni di diverse società. Silvia Panichi ha intestate quote, tra le altre, del Grand Hotel Duomo Pisa (25% del capitale). Tra i consiglieri è in prima posizione Massimo Chiarugi, che dichiara quote di varie società e di fondi azionari e obbligazionari. Seguono Michele Passarelli, ancora sopra i 100mila euro di imponibile, e in terza posizione Riccardo Buscemi (con oltre 900 quote di San Paolo Imi e 115 della Sat Galilei). Curiosità: ampio e frazionato il pacchetto azioni di Giuliano Bani; e più di 2.900 azioni del Monte dei Paschi per Ranieri Del Torto. Per Carmine Zappacosta l’imponibile è dato dal suo assegno di ricerca. Fanalino di coda Marco Bani con poco più di 4.824 euro.

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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