Il Tirreno

Pisa

«Ci vuole un assessore che si occupi solo di noi»

«Ci vuole un assessore che si occupi solo di noi»

La presidente del consiglio territoriale di partecipazione lancia la proposta e aggiunge: «Così conoscerà i problemi: a condizione che la sede sia qui»

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MARINA. Una cosa la chiedono tutti: una maggiore vicinanza e presenza dell'amministrazione comunale al litorale. Ma come? La riflessione di Fabio Corsini, uno dei promotori del comitato "Salviamo il paesaggio del Litorale", ha posto un problema importante: il litorale non è un quartiere della città. E come tale va considerato. Non si può amministrare come Porta a Lucca o Porta a Mare. Nei primi anni Ottanta, ci fu un movimento che si battè affinché il litorale diventasse un Comune autonomo. Tentativo fallito e che seguiva la lunga storia dell'Eat, l'Ente autonomo di Tirrenia nato nel 1932 (che si occupava della gestione del territorio) e chiuso nel 1982.

Il litorale pisano non è un quartiere della città anche per una sua naturale tradizione. I livornesi sono in gran parte coloro che frequentano Calambrone (e che qui stanno comprando casa considerando la zona come fosse periferia labronica). Ma i livornesi sono i maggiori frequentatori anche della parte sud di Tirrenia, mentre i pisani hanno trovato la loro collocazione nella parte nord di Tirrenia e a Marina. Proprio nel mezzo, c'è la piazza centrale di Tirrenia dove - proprio a separare questi due simbolici confini) si trova il cippo dell'Eat con i due stemmi dei Comuni di Livorno e Pisa, cippo collocato negli anni Trenta. E non è un caso che la strada che divide queste due aree, si chiama Pisorno. Chiaramente, questo territorio che va dallo Scolmatore alla foce dell'Arno per una decina di chilometri non può essere considerato un classico quartiere pisano (il Comune di Livorno era proprietario di ampie aree a Calambrone) e vive la sua lontananza dall'amministrazione centrale con un certa sofferenza. Come ristabilire la fiducia fra questo territorio e palazzo Gambacorti?

«Abbiamo bisogno di una maggiore vicinanza che si può concretizzare con più deleghe sul territorio» esordisce Virginia Mancini, presidente Pdl del Consiglio territoriale di partecipazione del litorale che avanza una proposta: «Penso che la migliore soluzione sia la nascita di un assessorato del litorale che si occupi esclusivamente di questo territorio. E chiaramente la sede dell'assessorato non può essere a Palazzo Gambacorti, ma sul litorale. Solo stando qui sul litorale ci si può rendere conto delle problematiche del territorio al contrario di oggi».

E l'eventuale costituzione di un ente autonomo del litorale che prenda in mano la situazione? «Non è una soluzione che mi convince, preferisco un assessorato e che sia qui. Perché il litorale è fatto di tre località diverse e Calambrone, Tirrenia e Marina hanno ognuno la loro specificità. Il porto è una risorsa economica e turistica che ha bisogno di essere seguita, così come la crescita delle colonie. Tirrenia era prima la perla del litorale ed ora è il posto più fragile che va sostenuto».

Attualmente, l’ assessore ai lavori pubblici ha pure le deleghe per amministrare il litorale. Ma è una soluzione tecnica che non raccoglie grandi favori. Infatti, anche Paolo Mancini, consigliere comunale del Pdl, marinese e fratello di Virginia, crede nella soluzione dell'assessorato del litorale. «Ci vuole un assessore che si prenda carico dei problemi di quest'area, ci vuole un responsabile che si occupi esclusivamente di questa vasta area. Non si possono potare le tamerici in via Moriconi e poi non tagliare l'erbaccia. E in piazza Baleari, ci sono le aiuole secche. Hanno organizzato "Pisa in fiore", cosa gli costava realizzarla anche qui o portare delle piante ornamentali sul litorale?».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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