Attenzione
“Sbrana automobili” in liquidazione
Dopo i primi tagli e la cassa integrazione, la concessionaria si è vista anche revocare il mandato di vendita della Ford
PISA. Ha avuto un triste epilogo la vicenda della “Sbrana automobili”.
Il concessionario, uno tra i più grandi rivenditori Ford della Toscana in attività da più di cinquant'anni, in questi giorni ha annunciato la messa in liquidazione dell'azienda.
Lo stesso gruppo Ford Italia in questi giorni aveva revocato alla “Sbrana automobili” il mandato come unico rappresentante Ford sul territorio, ponendo fine ad una partnership che durava da tantissimi anni. Ad oggi l'attività del concessionario è ferma e a nulla sembrano essere serviti i tagli al personale operati a gennaio allo scadere del termine della cassa integrazione concessa in deroga.
Già quest'estate infatti l'azienda era in difficoltà, aveva dichiarato un esubero nel personale e avviato la procedura di mobilità per 15 dipendenti. In seguito alle trattative condotte con la regione e i sindacati di categoria la ditta aveva accettato di ricorrere agli ammortizzatori sociali in attesa di un miglioramento dell'attività.
Ma nonostante la volontà del gruppo Sbrana di ristrutturare l'azienda e tutelare i suoi dipendenti la situazione è andata via via peggiorando, come spiega Catia Santochi, di Filcams-Cgil Pisa.
«L'azienda pur avendo concesso la cassa integrazione con deroga fino al 31 dicembre 2012, già nello stesso mese aveva comunicato di non riuscire più a sostenere la situazione – precisa la sindacalista –. Dopo questa data avevamo chiesto di stipulare un contratto di solidarietà per i dipendenti e di attivare altre forme di ammortizzatori, ma l'azienda non ha accettato, d'altronde le circostanze non glielo permettevano, e a gennaio hanno mandato a casa 15 persone. Con alcuni di questi dipendenti si era trovato un accordo di conciliazione, uno addirittura è andato via volontariamente, gli altri sono stati semplicemente licenziati, sperando così di risollevare l'andamento dell'attività, ma non è stato così. Hanno sempre detto che stavano facendo di tutto per andare avanti, ma la situazione era ormai compromessa. Gli operai che ancora lavoravano ora sono stati messi in ferie e aspettano di capire quale sarà il loro destino ma soprattutto aspettano le ultime retribuzioni. Ora c'è da discutere sul discorso della liquidazione relativamente anche alle competenze di ogni dipendente. Noi come sindacato ci stiamo battendo affinché a queste persone venga riconosciuta in ogni caso l'indennità di disoccupazione».
Colpa della crisi profonda che attraversa il settore automobilistico e in generale affligge tutta l'economia del nostro paese, ma per la rappresentante di Filcams-Cgil l'azienda avrebbe dovuto “fiutare” la crisi imminente.
«Certamente un colosso come la “Sbrana automobili” non chiude per caso da un giorno all'altro – conclude Santochi – ma forse un processo di ristrutturazione dell'attività doveva essere pianificato molto prima del luglio scorso, forse in questo modo si sarebbe potuto evitare il peggio. Una maggiore attenzione al mercato avrebbe permesso di prendere prima delle misure che portassero beneficio all'azienda. Ma queste sono solo ipotesi che non sta a me formulare. A me preme che vengano rispettate e regolarizzate le posizioni dei lavoratori».
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