Sicurezza
Matrimoni in calo, aumentano i riti civili
Dossier della Provincia: cresce ancora la popolazione, mentre è sempre più ridotta la quota di famiglie numerose
PISA. Ogni mese a Pisa e provincia si contano oltre 100 abitanti in più. E’ solo una media, d’accordo, ma prendendo gli ultimi venti anni si può misurare anche così la crescita della popolazione. E poi spunta qualche giovane ad abbassare l’indice di vecchiaia, mentre ormai ci si sposa con rito civile tanto quanto in chiesa e di stranieri, forse per la crisi e la mancanza di lavoro, non arrivano più come prima. Sono alcuni degli elementi che emergono dal dossier statistico (settima edizione) elaborato dal Servizio sistemi informativi e statistica della Provincia di Pisa. La messe di dati è contenuta in una pubblicazione dal titolo “NoiPisa 2013. Statistiche per capire il territorio in cui viviamo”. Dalla popolazione agli stranieri, dalle abitazioni alla spesa sociale, dall’ambiente alla cultura e tanto altro: questi gli argomenti dello studio. «Una ricchezza che mettiamo a disposizione di tutti - dicono gli assessori Alessandra Petreri e Nicola Landucci - in formato libero e riutilizzabile (“open data”). I numeri sono scaricabili dal sito della Provincia: come ribadito dalla commissaria europea per l’agenda digitale, queste banche dati sono “il petrolio dell’era digitale”, un’opportunità anche per le aziende, nonché una leva per la trasparenza amministrativa».
In crescita. Sono 411.190 i residenti in provincia secondo il censimento 2011, quasi 26mila in più rispetto al 1991. Le femmine superano i maschi: 212.517 (51,7%) contro 198.673 (48,3%). Notevole la differenza tra la popolazione che risultava iscritta alle anagrafi (419.909 nel 2011) rispetto a quella rilevata dal censimento (411.190). Lo scostamento è dovuto quasi esclusivamente agli stranieri (+23,3% il dato anagrafico rispetto a quello censuario). Si tratta di capire se ciò sia dovuto ad una migrazione di ritorno nei Paesi di origine o ad una difficoltà di aggiornamento delle liste anagrafiche.
Il saldo naturale. Si conferma l’andamento negativo del saldo naturale (-910): i morti sono stati 4.633 (per il 52,3% donne), i nati 3.723 (il 49,7% femmine). Migliora lievemente l’indice di vecchiaia, che passa da 182,7 del 2001 a 175,6 del 2011 grazie alla crescita della popolazione in età giovane, ma si mantiene su valori più alti della media nazionale. Il tasso di fecondità è di 1,38 figli per donna. La popolazione attiva (15-64 anni) rappresenta il 64% dei residenti, gli ultra 65enni sono invece il 22,9% e gli ultra 75enni l’11,5%.
Famiglie meno numerose. Secondo l’ultimo dato, in provincia di Pisa sono presenti 176.474 famiglie, formate in media da 2,37 componenti, mentre nel 2000 le famiglie erano 148.999 (ma con una media di 2,58 componenti). Il comune con il nucleo familiare più elevato è Castelfranco di Sotto (2,68 persone) e infatti la zona con le famiglie più numerose è il Valdarno Inferiore (2,58), mentre quella con le famiglie più ridotte è la Bassa Valdicecina (2,23).
Matrimoni in calo. Si conferma il trend di diminuzione del numero di matrimoni: da 1.498 nel 2010 a 1.420 nel 2011. La tendenza alla diminuzione, in atto dagli anni Settanta (come in tutta Italia), si è particolarmente accentuata negli ultimi quattro anni (-5,6% tra il 2008 e il 2011 a fronte di un -1,6% negli ultimi 10 anni e del). Diminuisce anche il tasso di nuzialità, che nel 2011 si attesta su 3,4; nel 1992 era pari a 4,8 matrimoni ogni 1.000 abitanti.
Più riti civili. Aumentano i matrimoni civili, che ora rappresentano il 50% dei matrimoni totali celebrati in provincia (47% nel 2010 e il 20% nel 1992). Nel Valdarno il più basso indice di instabilità matrimoniale (1,6), in Bassa Valdicecina quello più alto (3); a livello comunale spicca Santa Luce con 3,7. Per quanto riguarda l’indice di celibato/nubilato è invece Pisa a registrare il valore più alto e Pomarance il più basso.
L’età delle mamme. Diminuisce il numero medio di figli per donna, che passa da 1,41 del 2010 a 1,38 nel 2011. Più o meno stabile l’età media delle donne al parto (31,6 anni nel 2011). Le straniere hanno più figli (2,04 contro l’1,26 delle italiane nel 2011) e un’età media al parto inferiore: 27,4 anni contro i 32,7 delle italiane.
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