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Pisa

Letti per i fuori sede trenta posti in più pronti a settembre

Letti per i fuori sede trenta posti in più pronti a settembre

In dirittura d’arrivo la “Residenza artistica per studenti” L’offerta adesso copre il 61 per cento del fabbisogno

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PISA. Per il nuovo anno accademico sarà pronta la “Residenza artistica per studenti” in via Francesco da Buti, trenta posti letto che porteranno a 1.547 il totale disponibile a Pisa e al 61% la copertura dei 2.551 posti alloggio per i vincitori universitari. Nell’ultimo sopralluogo prima dell’inaugurazione, ieri sono state illustrate le tappe future: entro maggio il Comune consegna l’immobile – di cui è proprietario – all’Ardsu, Azienda regionale per il diritto allo studio che gestisce i servizi per gli universitari; mancano solo gli ultimi allacci.

L’Ardsu, nel contempo, sta predisponendo il bando per la fornitura degli arredi, che saranno consegnati in estate; e così a settembre si potrà partire. Un ritardo di un anno e mezzo rispetto alla tabella iniziale, poiché sono sopraggiunti due imprevisti: «la scoperta di una falda superficiale d’acqua nell’area delle fondamenta, non registrata durante le analisi geologiche; e l’entrata in vigore della nuova normativa antisismica e della legge energetica che ha obbligato ad apportare modifiche importanti in corso d’opera», ricostruisce Roberto Pasqualetti, progettista e coordinatore dei lavori.

Si è dovuto rinunciare ad alcune finezze: per esempio, gli scivoli per raccogliere al piano terra l’immondizia differenziata; i vigili del fuoco hanno sollevato obiezioni e ora ci sarà un punto per ogni piano. Ma l’edificio resta all’avanguardia per tante altre caratteristiche, in particolare il sistema d’areazione che rinfresca d’estate e protegge dal freddo in inverno con un piccolissimo apporto energetico.

Gran parte dei fondi per realizzare l’intervento sono statali: 1,8 milioni su 2,2 totali (il Comune ha stanziato i restanti 380mila euro) provenienti dal ministero delle Infrastrutture e vincolati alla realizzazione di edilizia sperimentale secondo i principi della bioarchitettura. Per il sindaco Marco Filippeschi, si tratta di «un primo spazio di ripensamento che riqualifica un’area delicata», cioè la zona a sud della stazione Leopolda: «all’inizio di grande qualità, seguirà un lavoro coerente sulla vicina chiesa e su un vecchio magazzino abbandonato». L’amministrazione, nello specifico, «intende alleviare uno dei problemi più sentiti dagli studenti: quello dei posti letto».

Il presidente dell’Ardsu, Marco Moretti, riprende lo stesso tema di «integrazione università-città», che trova l’acme nella sala biblioteca a disposizione anche del quartiere. E ricorda che, con il recupero della Paradisa e l’ultimazione del San Cataldo, presto si aggiungeranno altri 730 posti letto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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