La manifestazione
Mattonaia, è ancora stallo tra il Comune e la Curia
L’assessore: dalla vendita devono arrivare le risorse per le fognature di Marina e per via Pietrasantina, due interventi che già da troppo tempo vengono rinviati
PISA. Neppure Kafka avrebbe potuto immaginare una cosa simile. Da marzo dell’anno scorso il Comune e la Curia si fronteggiano sulla proprietà di un marciapiedino che passa dietro la chiesa di San Michele in Borgo. Quel lembo di contenzioso blocca oltre 4mila mq di lavori della ex Mattonaia (inutilizzata da 27 anni) per un importo di circa 3 milioni di euro, le fognature a Marina e il rifacimento di via Pietrasantina. Queste due ultime opere pubbliche sono nel paniere dei lavori che dovrebbe fare chi un domani (chissà quando) acquisterà la Mattonaia.
L’assessore Andrea Serfogli, sconsolato, dice: «Gli uffici ci stanno lavorando, ma purtroppo continua lo stallo tra noi ed i legali della Curia». Secondo il Comune quella striscia di terreno che gira dietro la chiesa è di proprietà comunale. La Curia è di avviso opposto. «Lì, in quella striscia, dovremmo fare pochi gradini per permettere ai fedeli di accedere alla chiesa anche da dietro», dice Serfogli. Fatto sta che lo stesso assessore aggiunge: «I lavori di via Pietrasantina e le fognature del litorale non possono aspettare troppo, quindi è alquanto probabile che si cerchino i fondi da qualche altra parte per cantierare quelle opere». Se così fosse, la vendita della ex Mattonaia dovrà essere ricontrattata con il futuro acquirente includendo nuovi lavori pubblici.
Questa del braccio di ferro tra Comune e Curia è solo l’ultima assurdità burocratica che ha colpito la ex Mattonaia, un caso che grida allo scandalo visto che dopo 27 anni quell’enorme complesso (11 appartamenti e 6 fondi commerciali in centro) è ancora senza identità. Il Comune, la Curia e la parrocchia di San Michele in Borgo si fronteggiano a colpi di missive da marzo dell’anno scorso. Ora non solo nulla è cambiato, ma c’è la conferma da parte dell’assessorato di un persistere dello stallo. Da quanto si è potuto apprendere, sembra che le missive tra Comune e parrocchia vadano avanti dagli anni Quaranta. Perché? Si dice che l’intera piazza appartenesse alla chiesa in quanto lì c’era un convento, ma poi venne bombardato e al suo posto venne fatto un parcheggio (che però era comunale). «A noi risulta da dati catastali che quell’area sia nostra», ribadisce il Comune. E’ pur vero però che quel marciapiede è proprio attaccato alla chiesa e in passato ci passavano i fedeli per entrare in chiesa o per andare nella cripta. «E’ un’area veramente piccola - dice Serfogli - e se anche fosse nostra non sarebbe oggetto di sostanziali interventi progettuali se non quelli di ripristino o ristrutturazione».
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