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Serchio, sponde in sicurezza col cemento negli argini rialzati

Serchio, sponde in sicurezza col cemento negli argini rialzati

L’Autorità di Bacino indica costi e lavori per evitare le esondazioni nelle zone bagnate dal fiume Tra interventi fatti e ipotizzati il conto delle opere, anche in Lucchesia, supera i 400 milioni di euro

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SAN GIULIANO TERME. Una mare di milioni per non aver più paura del fiume. Servono tanti soldi, di sicuro troppi, per mettere in sicurezza i territori attraversati dal Serchio.

Pericoli idraulici concreti e fondi necessari, quelli più incerti, sono illustrati dal presidente dell'Autorità di Bacino del Serchio, il professor Raffaello Nardi, che ha presentato a enti e ordini professionali il piano stralcio per l'assetto idrogeologico del fiume.

Argini deboli. Da Monte San Quirico a Lucca partono i problemi, che si ingigantiscono nel territorio pisano.

«Sono argini in terra – spiega il professore – se sormontati si sfanno. Gli interventi di piano consistono nello sbassare le golene e con il materiale rialzare gli argini, inserendo anche mezzo metro di cemento in modo che non si possano rompere. Un intervento del genere costa 1 milione di euro a chilometro e quindi considerando le due sponde ci vogliono 60 milioni per mettere tutto a posto».

Opere per 400 milioni. Ma di milioni però per l'asse del Serchio ne occorrerebbero molti di più, quasi 400 fra interventi in corsi e quelli ritenuti necessari.

«Partendo dal mare – afferma il professor Nardi – ci sono altri nodi da affrontare: a Migliarino Aurelia e ferrovia basse, a Ripafratta andrebbe eliminato il ponte basso e sostituito con quello della vecchia autostrada opportunamente risistemato». Ci sono poi le 13 lavorazioni di inerti lungo il Serchio, su Lucca, che con il tempo è opportuno siano delocalizzate. Insomma un lavoro a 360 gradi per rendere più sicuro il fiume. Con l'Autorità che ha anche ridotto i tempi, da 60 a 30 giorni, per i pareri relativi a interventi nelle aree a rischio. Linea molto rigida per nuove opere e più flessibilità per quanto è già esistente. Il piano, il cui iter è partito nel 2001, ha avuto 270 osservazioni di enti e cittadini, e dopo l'adozione da parte del comitato istituzionale dovrà essere approvato con un decreto del presidente del Consiglio dei ministri.

Vediamo gli interventi già finanziati o in corso di realizzazione per una spesa di oltre 30 milioni tra Lucca e Pisa.

Tenuta e argini. Opere di consolidamento e adeguamento geometrico e di tenuta idraulica delle arginature del fiume Serchio nei territori di Vecchiano e di San Giuliano Terme: 4,6 milioni. Ripristino dell’arginatura in destra idrografica del fiume Serchio a Migliarino Pisano, 400mila euro. Interventi urgenti sulle arginature del fiume Serchio per il ripristino delle condizioni di sicurezza a seguito della rottura del 25 dicembre 2009 (provincia di Pisa): 3,2 milioni. Indagini geofisiche e geotecniche sugli argini del fiume Serchio nei tratti prioritari (provincia di Pisa): 325 mila euro. Analisi tecnico-economica di fattibilità per l’adeguamento dei nodi infrastrutturali sull’asta del fiume Serchio e progettazione preliminare dell’intervento di adeguamento del nodo di Migliarino Pisano: 250mila euro; adeguamento e consolidamento delle opere idrauliche del fiume Serchio nei tratti prioritari individuati anche a seguito di indagini geofisiche e geotecniche (provincia di Pisa) 5,5 milioni.

Servono 150 milioni. Vediamo gli interventi ritenuti prioritari elencati da valle verso monte per i quali sono necessari quasi 150 milioni. Intervento di riprofilatura delle sezioni del fiume Serchio dalla curva località Isola fino al nodo di Migliarino: 2,7 milioni; intervento di adeguamento dell’attraversamento ferroviario a Migliarino:6,1 milioni; intervento definitivo di adeguamento geometrico alla portata di progetto duecentennale degli argini del fiume nei tratti in provincia di Pisa: 46,4 milioni. Interventi di adeguamento del nodo di Ripafratta per 4,2 milioni e di rinforzo strutturale degli argini nei tratti su Lucca e Pisa, dove necessari a seguito delle indagini geofisiche e geotecniche già finanziate. Conto di 41,2 milioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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