Sicurezza
Pesco senza segreti, scoperto il genoma
La ricerca del Sant’Anna consentirà di avere frutti migliori e più resistenti ai parassiti
PISA. Dai 28.000 geni identificati arrivano indicazioni importanti per aumentare la qualità e la resistenza alle malattie di un frutto di cui l'Italia è il secondo produttore mondiale: l'importante contributo dell'Istituto di Scienze della Vita con Pietro Tonutti, Andrea Zuccolo, Erica Mica
I "segreti del pesco" svelati su "Nature Genetics"da un consorzio internazionale guidato dall'Italia con la partecipazione della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa Se un consorzio internazionale, "The International Peach Genome Initiative" ("Ipgi") è riuscito a svelare i "segreti" del pesco (prunus persica), pubblicando sulla rivista "Nature Genetics" di domenica la sequenza completa del suo genoma, il merito è anche di un gruppo di docenti e di ricercatori dell'Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, che del consorzio internazionale è uno dei partner italiani. Il progetto per svelare il genoma del pesco ha visto la partecipazione di istituzioni italiane, statunitensi, cilene, spagnole, francesi raggruppando 53 ricercatori appartenenti a oltre 20 istituzioni, di cui sette italiane. Tra queste la Scuola Superiore Sant'Anna che ha fornito un importante contributo nelle analisi della componente ripetuta del genoma ed in quelle relative all'annotazione dei geni, con la partecipazione del professor Pietro Tonutti e dei dottori Andrea Zuccolo ed Erica Mica, afferenti all'Istituto di Scienze della Vita. L'utilizzo di particolari metodologie di sequenziamento e di materiali appropriati ha permesso al consorzio internazionale di ottenere una sequenza di alta qualità di cui il 99,3% è posizionata sui cromosomi della specie.
Lo studio fornisce una dettagliata panoramica delle regioni funzionali del genoma del pesco individuando 27.852 geni tra i 230 milioni di nucleotidi (1/3 di quelli del melo e 1/13 di quello dell'uomo). Tra questi, 672 geni correlati non soltanto ai caratteri di qualità (maturazione, aroma, contenuto zuccherino), ma anche alla forma della pianta e del frutto. Un importante risultato scaturito dalla ricerca riguarda l'individuazione di circa un milione di varianti genetiche (i cosiddetti marcatori molecolari) che hanno permesso di condurre uno studio dettagliato sulla biodiversità nel pesco e delle specie smili, ricostruendone la storia evolutiva. L'ampia panoramica dei geni e dei marcatori molecolari individuati nonché l'analisi della diversità genetica presente fra varietà di pesco renderanno possibile l'utilizzo su larga scala della selezione assistita con marcatori per ottenere varietà migliorate nelle loro caratteristiche qualitative, con proprietà benefiche per la salute, per la loro adattabilità ai cambiamenti climatici e per la resistenza ai principali parassiti.
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