Attenzione
I bancarellai con le bandiere listate a lutto
Gesto simbolico, ma nessuna protesta. Boni: «Hanno deviato il corteo per una paura eccessiva»
PISA. «Chi si aspettava una protesta clamorosa in occasione della celebrazione del Capodanno è rimasto deluso. Noi siamo prima di tutto pisani e, come ogni anno, abbiamo contribuito alla riuscita della manifestazione addobbando a nostre spese la piazza con le bandiere rossocrociate. Bandiere però listate a lutto, vista l’incertezza del nostro futuro».
È Gianmarco Boni, coordinatore della commissione di mercato del Duomo, a raccontare la giornata dal punto di vista dei bancarellai.
Nessuna protesta, quindi, nessun striscione nei confronti dell’amministrazione comunale. Non si è ripetuta la clamorosa manifestazione che gli ambulanti inscenarono in occasione dell’inaugurazione di piazza dei Cavalieri. Che, comunque, ci fosse qualche timore lo si è capito al momento che il corteo dei figuranti è entrato in piazza dei Miracoli da via Santa Maria (corteo aperto dal gonfalone di Pisa, dal sindaco e dai bambini della scuola delle Manifestazioni storiche): invece del tradizionale percorso lungo i banchi per poi raggiungere la cattedrale dalla strada di accesso in pietra, il corteo ha tirato dritto passando sotto la Torre e poi lungo il sagrato della Duomo per arrivare in cattedrale.
«Da quando si celebra il Capodanno pisano – dice ancora Boni – è la prima volta che il corteo storico non passa davanti ai banchi. Un timore sicuramente eccessivo. Noi vogliamo bene alla nostra città e non avremmo mai fatto niente per danneggiarla. Ci siamo limitati a un gesto simbolico come il lutto alle bandiere e la distribuzione di alcuni volantini».
Volantini diversi dai soliti, come spiega ancora il coordinatore della commissione di mercato.
«Abbiamo voluto mettere sul volantino una foto emblematica – spiega Boni – : l’immagine dall’alto dei lavori al tetto del museo delle Sinopie negli anni Settanta. Un lavoro molto più complesso rispetto a quello di manutenzione ordinaria in programma adesso, che però aveva previsto il cantiere all’interno dell’ospedale. Un volantino per far capire ancora una volta – conclude – che dietro il nostro trasferimento c’è una precisa scelta politica sopra la testa ed il lavoro di decine di famiglie, destinate ad una morte commerciale certa».
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