Sicurezza
Docenti mobilitati contro la trattenuta illegittima
PISA. Una trattenuta illegittima nelle buste paga del personale della scuola. E la possibilità di fare causa. A dare la notizia la Cisl di Pisa. Una vicenda che parte da lontano. «In origine...
PISA. Una trattenuta illegittima nelle buste paga del personale della scuola. E la possibilità di fare causa. A dare la notizia la Cisl di Pisa. Una vicenda che parte da lontano. «In origine - commenta la segretaria di Cisl scuola Maria Giuseppa Canuso - i dipendenti pubblici in età da pensione riscuotevano il Tfs (acronimo di trattamento di fine servizio). Un tesoretto cui contribuivano di mese in mese datore di lavoro - dunque la pubblica amministrazione - e dipendente: la prima doveva versare all'Inpdap il 7,10% dell'80% della retribuzione utile, al secondo veniva applicata la trattenuta del 2,50% alla voce "opera di previdenza”». Dal 2001 le regole sono cambiate. Coloro che erano stati assunti fino ad allora potevano optare se restare in regime di Tfs o passare volontariamente al Tfr (acronimo di trattamento di fine rapporto) e, nel contempo, al fondo Espero (per ottenere una pensione integrativa). Un passaggio che diveniva obbligatorio, invece, per gli assunti - a tempo determinato o indeterminato - dal gennaio 2001 in poi. «Con le nuove regole del Tfr, già sperimentate per il calcolo del trattamento di fine rapporto dei dipendenti delle aziende private - dice al "Tirreno" l'avvocato Giacomo Orsucci - l'amministrazione avrebbe dovuto accollarsi direttamente il piano di accumulo, accantonando non più il 7,10%, bensì il 6,91% dell'80% della retribuzione utile del dipendente. Quanto al fondo Espero, esso veniva così ripartito: 1% sul lordo a carico del lavoratore ed 1% a carico del datore di lavoro».
Fin qui il passato più lontano. Più di recente, nel decreto legge 78 del 2010, il governo Berlusconi stabilì che dal 1° gennaio 2011, tutti i dipendenti pubblici (dunque anche quelli assunti prima del 2001) dovessero passare in regime di Tfr. L'11 ottobre dello scorso anno la Corte costituzionale definì illegittimo quell'articolo. Per correre ai ripari, il governo Monti stabilì il ritorno ai santi vecchi: e cioè che i docenti, i bidelli, i tecnici, i collaboratori amministrativi ed i dirigenti assunti entro fine 2000 potessero conservare il vecchio sistema di calcolo del trattamento di fine servizio (Tfs). Tutto bene dunque? «No. Perché dal 2001 ad oggi - dice Maria Giuseppa Canuso - le amministrazioni pubbliche hanno continuato a trattenere dalla busta paga la voce "opera di previdenza": legittimamente - ma solo fino al 2011 - quando l'hanno fatto nei confronti di coloro che erano stati assunti entro il dicembre 2000 ed avevano continuato ad optare per il Tfs; illegittimamente per tutti coloro che, vecchi o nuovi assunti, erano passati al regime di Tfr». Secondo i legali di Cisl scuola, i presupposti per chiedere il rimborso della trattenuta "illegittima" ci sono. È del 22 marzo una sentenza favorevole ai lavoratori emessa dal giudice del lavoro di Treviso. Spiega Orsucci: «Chiederemo l'accertamento del diritto alla sospensione del prelievo e, nel contempo, la restituzione di quanto illegittimamente trattenuto». Non sono spiccioli: la voce “opera di previdenza” incide per 50 euro al mese.
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