Gioco
Un mistero pisano riporta sotto la Torre il detective Strike
Domani nuovo appuntamento con “Il giallo del lunedì” Andrea Nacci firma un racconto ambientato alle Piagge
PISA. Pisa – San Francisco e ritorno. Norman Strike non sembra accusare il passare del tempo e torna all'ombra della Torre per risolvere un altro mistero con il consueto carico di ironia e spregiudicatezza. “Norman Strike ed un tranquillo mistero pisano” è il titolo del racconto che pubblicheremo domani per il consueto appuntamento con “Il giallo del lunedì” e vede il famoso detective creato da Andrea Nacci alle prese con un caso di spionaggio industriale ambientato alle Piagge.
L'investigatore privato dovrà pedinare uno scienziato italiano e fra un appostamento ed un altro avrà modo di godere dei Pisa, delle sue bellezze e della sua storia. Briciole di toscanità che si porterà dietro quando tornerà nella megalopoli a stelle e strisce e che, ci scommettiamo, lo faranno tornare presto. Ironia cromatica vuole che questo sia un gialle “bianco”, senza delitto, senza cadavere ma la tensione della scrittura non ne risente minimamente e il colpo di scena arriverà inaspettato come sempre. È lo stesso Nacci che ci spiega questa anomalia: «Quando mi è stato chiesto di scrivere un racconto per l'iniziativa de Il Tirreno ho pensato più all'ambientazione, ho sentito il bisogno di pensare più a Pisa che al delitto di per sé. Ho voluto far tornare Norman Strike a Pisa e portarlo fuori dal solito circuito turistico della Torre, le Piagge è un quartiere che amo molto, dovrebbe essere valorizzato di più».
Chiediamo come sia differente scrivere di due realtà così diverse come Pisa e San Francisco: «Amo la California e San Francisco in particolare. Ci sono stato spesso e ho conosciuto diversi sindaci della città che ancora oggi mi ricevono e mi tengono aggiornato sulla vita politica americana. Scrivere di Pisa è più facile ma solo perché per ambientare le storie in America devi conoscere bene la loro società. Soprattutto per un giallista è importante sapere come funziona il loro sistema giudiziario, come sono strutturate le varie forze dell'ordine. Insomma, ci vuole preparazione ma è divertente». Questa idea del grande lavoro preparatorio alla scrittura torna ciclicamente durante la conversazione, soprattutto in riferimento agli altri filoni della produzione di Nacci: «Con “Crimen Criminis” del 2007 ho dato vita ad altri due investigatori particolari: un alchimista del 1398 nella Volterra medievale e un servo della Volterra etrusca del V° secolo. Per ambientare correttamente le loro avventure ho dovuto studiare e conoscere usi e costumi della mia terra nelle epoche passate: come si vestivano, come si scaldavano, come venivano effettuate le transazioni finanziarie. Ci vuole più tempo ma il pubblico ormai è attento a tutto ed è nostro dovere stare attenti a non scrivere inesattezze storiche». Quando gli chiediamo come è cambiato Norman Strike nel tempo (la sua prima apparizione è del 1989) ci sorride: «Lui non è invecchiato, io purtroppo sì. È cambiato molto il mondo intorno a lui ma Norman rimane sé stesso, ha ancora molto di me». Quello che importa ai suoi lettori, in ogni caso, è che non lo mandi in pensione, ci sono ancora molti misteri da risolvere anche di qua dall'Atlantico.
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