Il Tirreno

Pisa

Un mistero pisano riporta sotto la Torre il detective Strike

di Luca Lunedì
Un mistero pisano riporta sotto la Torre il detective Strike

Domani nuovo appuntamento con “Il giallo del lunedì” Andrea Nacci firma un racconto ambientato alle Piagge

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PISA. Pisa – San Francisco e ritorno. Norman Strike non sembra accusare il passare del tempo e torna all'ombra della Torre per risolvere un altro mistero con il consueto carico di ironia e spregiudicatezza. “Norman Strike ed un tranquillo mistero pisano” è il titolo del racconto che pubblicheremo domani per il consueto appuntamento con “Il giallo del lunedì” e vede il famoso detective creato da Andrea Nacci alle prese con un caso di spionaggio industriale ambientato alle Piagge.

L'investigatore privato dovrà pedinare uno scienziato italiano e fra un appostamento ed un altro avrà modo di godere dei Pisa, delle sue bellezze e della sua storia. Briciole di toscanità che si porterà dietro quando tornerà nella megalopoli a stelle e strisce e che, ci scommettiamo, lo faranno tornare presto. Ironia cromatica vuole che questo sia un gialle “bianco”, senza delitto, senza cadavere ma la tensione della scrittura non ne risente minimamente e il colpo di scena arriverà inaspettato come sempre. È lo stesso Nacci che ci spiega questa anomalia: «Quando mi è stato chiesto di scrivere un racconto per l'iniziativa de Il Tirreno ho pensato più all'ambientazione, ho sentito il bisogno di pensare più a Pisa che al delitto di per sé. Ho voluto far tornare Norman Strike a Pisa e portarlo fuori dal solito circuito turistico della Torre, le Piagge è un quartiere che amo molto, dovrebbe essere valorizzato di più».

Chiediamo come sia differente scrivere di due realtà così diverse come Pisa e San Francisco: «Amo la California e San Francisco in particolare. Ci sono stato spesso e ho conosciuto diversi sindaci della città che ancora oggi mi ricevono e mi tengono aggiornato sulla vita politica americana. Scrivere di Pisa è più facile ma solo perché per ambientare le storie in America devi conoscere bene la loro società. Soprattutto per un giallista è importante sapere come funziona il loro sistema giudiziario, come sono strutturate le varie forze dell'ordine. Insomma, ci vuole preparazione ma è divertente». Questa idea del grande lavoro preparatorio alla scrittura torna ciclicamente durante la conversazione, soprattutto in riferimento agli altri filoni della produzione di Nacci: «Con “Crimen Criminis” del 2007 ho dato vita ad altri due investigatori particolari: un alchimista del 1398 nella Volterra medievale e un servo della Volterra etrusca del V° secolo. Per ambientare correttamente le loro avventure ho dovuto studiare e conoscere usi e costumi della mia terra nelle epoche passate: come si vestivano, come si scaldavano, come venivano effettuate le transazioni finanziarie. Ci vuole più tempo ma il pubblico ormai è attento a tutto ed è nostro dovere stare attenti a non scrivere inesattezze storiche». Quando gli chiediamo come è cambiato Norman Strike nel tempo (la sua prima apparizione è del 1989) ci sorride: «Lui non è invecchiato, io purtroppo sì. È cambiato molto il mondo intorno a lui ma Norman rimane sé stesso, ha ancora molto di me». Quello che importa ai suoi lettori, in ogni caso, è che non lo mandi in pensione, ci sono ancora molti misteri da risolvere anche di qua dall'Atlantico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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