Il Tirreno

Pisa

L’AVVOCATO DELLA CUGINA: esposto in procura

Offese contro Roberta su una pagina Facebook

PISA. Una pagina Facebook per offendere Roberta Ragusa. Nella giostra mediatica che accompagna da oltre un anno la scomparsa dell'imprenditrice di Gello fanno capolino anche iniziative di pessimo...

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PISA. Una pagina Facebook per offendere Roberta Ragusa. Nella giostra mediatica che accompagna da oltre un anno la scomparsa dell'imprenditrice di Gello fanno capolino anche iniziative di pessimo gusto partorite da menti malate.

Le offese su Fb. La vita della pagina in cui veniva offesa Roberta e mostrata una foto senza gli occhi è stata breve grazie alle segnalazioni dei gruppi nati per tenere vivo il ricordo di una vicenda che sgomenta.

La rimozione della bacheca sul social network non ferma, però, l'azione legale che l'avvocato Enrico Maria Gallinaro ha annunciato per risalire all'autore o agli autori dei post improntati al dileggio della mamma sparita dal 13 gennaio 2012. Un esposto alla Procura della Repubblica verrà presentato per scoprire chi ha scritto quelle frasi sprezzanti. Ospite della trasmissione "Quarto Grado" su Retequattro, l'avvocato che assiste una cugina e lo zio della donna, ha voluto denunciare gli episodi odiosi che hanno visto Roberta diventare il bersaglio indifeso di attacchi anonimi. «Da tempo ci sono degli apprezzamenti in merito a Roberta Ragusa – ha affermato il legale –. Ultimamente sono aumentati e addirittura è apparsa una foto di Roberta privata degli occhi. Mi attiverò con il pm perché venga individuato chi può avere interesse a comportarsi in questo modo».

I dubbi. Nel corso di “Quarto Grado” è stata diffusa anche un’indiscrezione secondo la quale, non è chiaro in quale contesto o chi avrebbe confidato il suo sfogo, «la madre di Antonio Logli avrebbe avuto fin dal primo momento dei dubbi sui comportamenti del figlio circa la scomparsa della nuora».

I reperti. Sugli oggetti ritrovati gli investigatori, con il procuratore capo in testa, non forniscono alcun dettaglio. Se si trattasse di reperti sui quali compiere atti irripetibili il legale di Logli, l'avvocato Roberto Cavani, sarebbe stato informato subito dopo il ritrovamento. Così non è stato. Se, invece, fosse possibile svolgere accertamenti con atti ripetibili non ci sarebbe bisogno di convocare la difesa dell'indagato.

Il supertestimone. Il procuratore Ugo Adinolfi non è per niente convinto delle tesi di Logli e annuncia di voler risentire il supertestimone che da settembre ha riempito pagine di verbali sul presunto avvistamento del marito di Roberta in una strada e in un'ora in cui, tra mezzanotte e mezzo e le una, Antonio ha sempre sostenuto di trovarsi a letto.

La strada. Il legale di Logli nega che il suo assistito abbia simulato la scena a cui il supertestimone dice di aver assistito compreso il litigio con una donna che, a suo dire, all’ottanta per cento poteva essere Roberta. Per l'avvocato Cavani l’indagato non avrebbe verificato l'acustica e la visibilità notturna in via Gigli, la strada dove, secondo il teste, Logli e una donna avrebbero litigato per poi salire su un'auto e partire ad alta velocità in direzione di Pisa. Stando agli inquirenti la prova è stata fatta nella strada giusta senza che l'indicazione fosse mai emersa pubblicamente. Come faceva Logli a conoscere il posto? Nelle argomentazioni diffuse dall’avvocato per confutare l’ultimo indizio , via Gigli compariva in un atto notificato a Logli durante l'ultima perquisizione, ma per l'accusa la simulazione sarebbe stata fatta diversi giorni prima la consegna del documento.

Infine, la trasmissione di Retequattro ha rivelato che Antonio Logli sarebbe andato a informarsi tra i residenti di via Gigli chiedendo se quella notte avessero visto qualcosa.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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