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Elezioni, nasce una lista civica di sinistra

Elezioni, nasce una lista civica di sinistra

Si chiama "Una città in comune". Il candidato sindaco sarà ufficializzato nei prossimi giorni non appena sarà stato definito il rapporto con Rifondazione Comunista che comunque sarà presente con una sua lista alle amministrative di maggio

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Oltre 250 persone si sono riunite venerdì 22 marzo, alla Limonaia, accogliendo l'appello lanciato alcuni giorni prima da un nutrito gruppo di cittadine e cittadini per la costituzione di un nuovo soggetto politico di sinistra, in vista delle prossime elezioni amministrative.

In pratica è stata decisa la nascita di una lista civica, chiamata "Una città in comune". Il candidato sindaco non è stato ancora ufficializzato, lo sarà nei prossimi giorni una volta definiti i rapporti con Rifondazione Comunista che comunque sarà presente con una sua lista. Due gli scenari: un solo candidato sindaco per le due liste - la civica e quella di Rc - oppure due candidati.

«Dai tanti interventi che si sono susseguiti durante la giornata di venerdì 22 marzo - si legge in un documento - è emerso chiaramente il bisogno di una netta inversione di rotta rispetto alla gestione della città che ha caratterizzato la giunta Filippeschi, mettendo in atto un ragionamento collettivo che porti dentro il consiglio comunale le molteplici competenze, esperienze e lotte maturate in questi anni sul territorio. Dal problema della casa alla difesa dell'ambiente, dal lavoro agli spazi sociali e alla pace, dai diritti di cittadinanza dei migranti e degli studenti universitari alla mobilità urbana, dalla gestione dei rifiuti ai beni comuni: moltissime sono state le questioni concrete su cui si è impegnato chi oggi vuole costruire per Pisa un futuro diverso».

«Sono queste esperienze, con le loro idee, proposte e relazioni - prosegue il documento - che hanno deciso ora di unirsi per dar vita a quella che rappresenta una vera novità: una lista civica costruita assieme dal basso, pezzo per pezzo, espressione di un'intelligenza condivisa e non di logiche personalistiche, o peggio leaderistiche. Un percorso che si apre alla città e a quanti in questi anni, a sinistra, hanno cercato di costruire giorno dopo giorno un'alternativa al sistema che governa Pisa. Uno strumento che dia voce e rappresentanza a chi troppe volte non è stato ascoltato da un'amministrazione comunale sorda e sempre più chiusa in se stessa. Una lista che esprima finalmente una Pisa diversa, la città democratica, aperta, plurale, laica, che combatte la crisi e non teme il futuro, ma guarda avanti, quella Pisa che è cresciuta passo dopo passo, nonostante Filippeschi».

«È questa Pisa che vogliamo in comune - conclude il documento - La città di tutte e di tutti, di chi vota e di chi non può votare pur vivendoci ogni giorno, perché migrante, studente o troppo giovane per farlo. Una città in comune. La nostra città».

Nella foto un momento dell’assemblea alla Limonaia.

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