Attenzione
Domani il raggio di sole che annuncia il 2014
A mezzogiorno in Duomo la cerimonia con cui s’entra in anticipo nell’anno nuovo L’antico calendario rimase in vigore fino al 1749 quando fu abolito dal Granduca
PISA. La città della Torre entra domani nel 2014 con 281 giorni di anticipo rispetto al calendario ufficiale. Risale infatti a più di un millennio fa l’antico calendario pisano che fissava l’inizio dell’anno nel giorno dell’Annunciazione, il 25 marzo, con nove mesi di anticipo rispetto a quello attuale. Esso rimase in vigore fino al 1749, quando fu abolito per decreto granducale.Di quest’usanza resta traccia in Duomo, che funziona per il Capodanno Pisano come un immenso orologio solare: tutti gli anni, a mezzogiorno del 25 marzo, e solo in quel giorno, un raggio di sole spicca da una finestrella circolare alla base della cupola per colpire una mensola in pietra, sopra il Pergamo di Giovanni Pisano.
La cerimonia consiste nell’avvolgere un tralcio di alloro sul pilastro che sorregge la piccola mensola incastrata un po’ sotto il cornicione dei matronei, nell’angolo del pilastro stesso che sorregge la cupola, mensola che viene centrato da un raggio di sole (speriamo che domani possa succedere, visto che le previsioni del tempo danno cielo coperto o pioggia) che filtra da un occhio tondo della cupola proprio alle ore 12 del 25 marzo. In quel preciso istante viene recitata la formula solenne di annuncio: «Alla maggiore gloria di Dio ed invocando la intercessione della beata Vergine Maria e di San Ranieri nostro patrono salutiamo l’anno 2014». A recitare la formula, dalla riscoperta del Capodanno Pisano (1986) è stato sempre, fino a pochi anni fa, Umberto Moschini che come Luogotenente della Parte di Mezzogiorno la riesumò, grazie al lavoro del Comando che coinvolse alcuni personaggi della parte di Tramontana e anche grazie alle ricerche fatte anni prima dallo storico pisano Paolo Gianfaldoni. Da tre anni a pronunciare quella formula è il sindaco, dopo che la cerimonia, giustamente, è stata inglobata nelle grandi manifestazioni pisane.
Il primo documento cui compare sicuramente l’uso dell’anno pisano risale al 25 maggio 985. Si tratta di una pergamena in cui il vescovo pisano Alberico concede alcuni beni in enfiteusi. Da quella data in poi questo particolare tipo di cronologia andò sempre più affermandosi a Pisa fino a diventare una regola, specie a partire dal XII secolo. Una datazione sicuramente pisana è presente nella chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno nella lapide commemorativa di Burgundio. Stesso discorso per l’iscrizione posta sulla facciata della chiesa della Madonna dei Galletti sul lungarno Pacinotti, al di sopra della porta d’ingresso, a ricordo della trionfale impresa delle Baleari nel 1115. Col Capodanno Pisano si è riscoperta anche la lettura esoterica di Piazza dei Miracoli, con i suoi simboli e le sue analogie cosmiche e che sembra ormai avere prove sicure. Prendiamo il Battistero di Piazza dei Miracoli: a esso si sovrappone il fascino della “Piazza-orologio”.
Secondo il professor Silvano Burgalassi, che ha descritto i suoi studi in un libro, Piazza dei Miracoli è una clessidra cosmica perché il sole, battendo in precisi punti della piazza, scandisce il ritmo della vita e delle stagioni. Per quale motivo Piazza dei Miracoli fu costruita seguendo analogie cosmiche? Secondo lo studio non è un’anomalia storica. Anche a Pisa avvenne quello che civiltà di tutti i tempi e tutti i luoghi hanno realizzato: orologi e calendari naturali basati sulla posizione giornaliera e annuale del sole e della luna.
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