Il Tirreno

Pisa

Licenziamenti alla Cisl la parola al giudice

Un ex dipendente: il segretario Federici interviene per una lite alla direzione territoriale del lavoro, ma un fatto analogo è accaduto anche al sindacato

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PISA. È attesa per aprile una sentenza del giudice del lavoro che riguarda il licenziamento di un sindacalista Cisl (Mariano Razza) e di una sua collega. Razza ci ha scritto per raccontare la sua storia, prendendo spunto da un fatto di cronaca.

«Dai giornali - afferma l’ex esponente del sindacato - ho appreso dell’intervento della Cisl in merito al diverbio avvenuto tra la direttrice della direzione territoriale del lavoro di Pisa e una dipendente, su una questione, al loro dire “banale”, ma significativa, che ci deve portare a riflettere sull’accaduto. Giustamente, la Cisl si pone il problema di tutelare i propri iscritti, però questa vicenda mi riporta alla mente episodi vissuti all’interno della Cisl pisana che, oggi come allora, mi lasciano sgomento, sia per il mio trascorso da sindacalista, sia perché spesso ho avuto modo di apprezzare l’operato competente, professionale ed imparziale dell’Ufficio territoriale del lavoro di Pisa».

«Mi sembra paradossale - dice Razza - che la Cisl stia valutando di denunciare presunti comportamenti anomali verificatisi all’interno della Direzione territoriale del lavoro di Pisa, quando nei mesi scorsi e nei giorni prossimi, la stessa Cisl di Pisa, nella persona del suo segretario generale, Gianluca Federici, è stato e sarà chiamato a comparire presso il Tribunale di Pisa, dinanzi al giudice del lavoro, per rispondere di due licenziamenti - avvenuti nella più assoluta indifferenza dei sindacalisti della Cisl pisana, complici dell’ingiustizia -, effettuati sulla base di una insussistente, quanto fantasiosa denuncia, presentata alla procura di Pisa, dal sindacato Cisl nella persona del suo segretario generale che non solo non ha trovato alcun seguito e riscontro, ma che è già stata archiviata. Ha forse dimenticato il segretario generale che, dentro le mura della stessa Cisl pisana, una dipendente dell’ufficio vertenze, qualche tempo fa, ha dovuto recarsi d’urgenza al pronto soccorso di Pisa, a seguito di fatti verificatisi durante una riunione alla quale era presente lo stesso segretario ed altri sei dirigenti sindacali?».

«Certo - prosegue Razza - alla luce di ciò, appare quantomeno stravagante il fatto che il segretario generale della Cisl chieda un’ispezione del ministero per indagare sui rapporti della direttrice con i dipendenti dell’Ufficio territoriale del lavoro! Tra i due episodi, esiste poca coerenza nei comportamenti tenuti dalla Cisl di Pisa e dal suo segretario. Bizzarro è inoltre che la Cisl di Pisa, la cui società è stata colta inadempiente dalla direzione territoriale del lavoro, nei confronti di uno dei due dipendenti licenziati (per sotto inquadramento professionale, straordinari non retribuiti, etc.), oggi, con tanta enfasi, punti il dito contro l’ente che le ha inflitto delle severe sanzioni».

Conclude Razza: «Da iscritto per oltre trent’anni alla Cisl prima e da simpatizzante ora - visto che l’attuale segretario generale non ha dato corso alla mia richiesta d’iscrizione alla Cisl, come disoccupato, dopo il mio licenziamento -, mi aspetterei, da ex sindacalista, dagli attuali dirigenti sindacali, coerenza comportamentale ed ideale, per un’etica dì responsabilità e moralizzazione dell’intero movimento sindacale».

Dalla Cisl non è giunta alcuna replica: il sindacato si riserva di rispondere nei prossimi giorni. L’ufficio stampa precisa soltanto un aspetto tecnico: il rapporto di lavoro di Razza era con la società Nuova Pisana Servizi e non con la Cisl.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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