Sicurezza
La Formula 1 dell’ateneo recluta progettisti
PISA. «Si cercano studenti per avventura affascinante; in cambio, riconosciamo crediti universitari». È il messaggio che ieri mattina, nel parcheggio davanti a ingegneria in via Diotisalvi, ha...
PISA. «Si cercano studenti per avventura affascinante; in cambio, riconosciamo crediti universitari». È il messaggio che ieri mattina, nel parcheggio davanti a ingegneria in via Diotisalvi, ha lanciato la squadra di ragazzi che ha partecipato alla Formula Sae, cioè una sorta di Formula 1 dedicata agli studenti universitari di tutto il mondo: l’E-Team pisano macina chilometri e successi da cinque anni, ma il progetto rischia di arenarsi perché il lavoro è tanto e gli attuali dieci componenti non bastano.
Così il capitano della squadra, Andrea Mascellani che è iscritto a ingegneria aerospaziale, ha organizzato un evento per lanciare l’appello: «Cerchiamo competenze di ogni tipo; non si tratta solo di progettare, produrre e pilotare un mezzo, ma anche di gestire gli sponsor o i rapporti con il pubblico». Insomma, anche gli esperti di marketing possono farsi avanti e qualunque altro iscritto all’Ateneo: «il nostro è un lavoro multidisciplinare». Ma più delle parole, fanno le «dimostrazioni dinamiche, quindi passiamo al momento che tutti state attendendo», si improvvisa presentatore Mascellani: e due piloti si alternano sull’Et5, l’ultimo bolide di casa, cominciando a derapare e simulando un circuito. La performance attira centinaia di studenti e non solo; l’obiettivo è che qualcuno si connetta al sito www.eteamsquadracorse.it e invii la propria candidatura. A dare la “benedizione” ci sono tre docenti, tra cui Donato Aquaro, direttore del dipartimento di Ingegneria civile e industriale, che sta studiando la modalità per premiare il lavoro dei ragazzi in forma di crediti formativi. Mentre Massimo Ceraolo e Massimo Guiggiani (rispettivamente coordinatore del progetto e suo predecessore) presenza danno il segnale che «l’Università ci crede», come evidenzia il primo. L’altro regala due aneddoti: «Gli uomini della Dallara sostengono che sei mesi in Formula Sae equivalgono alla formazione di 3 o 4 anni sui circus veri, perché qui si tratta di gare tra scienziati – non fra smanettoni – e si entra in contatto con tutti». Inoltre: «Gli ingegneri della Ferrari, quando videro la nostra macchina, dissero che si capiva che era fatta con il cervello». Quella del futuro, la Et6, è ancora sulla carta: in passato, delle nove prove del mondiale, l’E-Team ha partecipato solo a quelle italiana e tedesca.
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DEL BOLIDE DELL’ATENEO
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