Sicurezza
Il nuovo stadio facciamolo nell’area dei Navicelli
Un gruppo di settanta tra architetti, ingegneri e geologi propone di realizzare una cittadella dello sport vicino a Ikea. Il progetto sarà pronto in pochi mesi
PISA. Collocare il nuovo stadio cittadino all'interno di una cittadella dello sport da far sorgere lungo il canale dei Navicelli. L'idea è stata lanciata da “Pisast(a)udium”, un gruppo di 70 tra architetti, ingegneri e geologi nato a Pisa alcuni mesi fa con l'obiettivo di diventare un «osservatorio sui processi di trasformazione urbanistica della città, un laboratorio di idee e una risorsa per la città». Durante la prima riunione collettiva dello scorso 6 marzo, il gruppo ha individuato nella costruzione del nuovo stadio uno dei temi principali del processo di sviluppo di Pisa. L'idea, che potrebbe trasformarsi in una proposta concreta entro qualche mese, è quella di realizzare «un progetto partecipato con i cittadini che ponga le basi per uno sviluppo sostenibile e condiviso con la città». Allo studio del gruppo ci sono proposte alternative all'ubicazione del nuovo stadio a Ospedaletto. Tra queste anche la «suggestiva» ipotesi che prevede la realizzazione di una cittadella dello sport nell'area posta sul lato ovest del canale dei Navicelli, che potrebbe ospitare anche il nuovo stadio. «La proposta – spiega il gruppo di professionisti - comprende tutti gli impianti necessari alla preparazione, svolgimento e gestione di varie attività sportive (calcio, atletica, tennis, nuoto) e un nuovo campo di gara per il canottaggio e la canoa. Le attrezzature potranno essere inserite in un grande parco pubblico collegato alla città tramite piste ciclabili, vie d'acqua e con piccole modifiche alle infrastrutture viarie esistenti». Particolare attenzione viene posta anche sul futuro dell'attuale stadio e della zona di Porta a Lucca. «Non bisogna sacrificare il simbolo della storia sportiva della città per farlo diventare una piccola cassaforte a disposizione degli investitori che vogliono costruire il nuovo stadio – continua il gruppo di professionisti -. Si pensa al mantenimento a alla valorizzazione dell'Arena come “struttura aperta”, uno spazio accessibile a tutti e realizzabile attraverso un processo di “rifunzionalizzazione” secondo le esigenze e i bisogni della città». Un lavoro concorrente o alternativo a quello di Zavanella? Non proprio. «Ci poniamo in modo diverso e più ampio – spiega Mario Buonamici, portavoce del gruppo - affrontando i problemi della città in maniera più complessa e vigilando sui processi di sviluppo di Pisa. Siamo un gruppo aperto, orizzontale e stiamo cercando di portare avanti un percorso partecipativo, augurandoci anche un confronto con l'amministrazione». Per raccogliere idee e proposte il gruppo ha aperto una pagina facebook (www.facebook.com/groups/pisast.a.udium) dove chiunque può interagire sui quesiti fondamentali inerenti il tema stadio e lo sviluppo della città.
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