Il Tirreno

Pisa

Anche la pista delle palline è opera d’arte: dimenticata

di Tommaso Fabiani
Anche la pista delle palline è opera d’arte: dimenticata

Nei giardini di via Socci, fu progettata insieme ai bambini. Poi il degrado e ora le nuove costruzioni la minacciano. L’artista: «Si cancella l’identità del quartiere»

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PISA. «Non è possibile commissionare un’opera, lasciarla al più completo abbandono e dopo qualche anno stravolgerla completamente, dimenticandosi del processo che l’ha fatta nascere e di quello che rappresenta per l’intero quartiere. In questo modo non solo non si riconosce il mio lavoro, ma anche quello di tutti quei bambini che hanno partecipato all’ideazione e alla realizzazione del progetto».

La voce e i modi sono gentili eppure, quando denuncia lo stato di abbandono di quella che è stata «la prima esperienza di architettura partecipata a Pisa», le parole di Lorena Sireno non lasciano spazio a dubbi o malintesi. Artista livornese, attiva fin dalla prima metà degli anni ’80 nella ricerca nel campo delle arti visive, Lorena Sireno realizza tra 1999 e il 2002, all’interno del parco di via Socci nel quartiere di San’Ermete, “La Pista dei sensibili”. «Si tratta di un’ “opera-gioco permanente” realizzata con la collaborazione delle insegnanti e dei bambini della scuola elementare Don Milani – spiega l’artista - Il progetto è durato circa tre anni, durante i quali abbiamo dato vita a diversi laboratori in cui i bambini si sono messi completamente in gioco. Insieme abbiamo immaginato e progettato questo percorso”. Un percorso che, dietro le sembianze di un serpente, nasconde in realtà una pista per giocare a biglie. “Il serpente era un elemento che emergeva spesso nei laboratori con i bambini – prosegue la Sireno - la pista è però qualcosa di più di un semplice gioco. L’idea di fondo era quella di trasformare lo spazio del parco attraverso l'arte, realizzando, a più mani e a più voci, un’opera che fosse anche un punto d’incontro, di relazione e socialità tra persone appartenenti a culture ed età differenti». Finanziata dall’amministrazione comunale e dalla Comunità Europea “La Pista dei sensibili” viene finalmente inaugurata nel 2002. «Da allora l’opera è diventata una parte importante dell’identità del quartiere di Sant’Ermete – continua l’artista – è un po’ il cuore del parco. Nonostante questo, però, è stata completamente abbandonata a se stessa da parte delle istituzioni». A peggiorare la situazione la decisone di realizzare, a pochi metri dall’installazione, due nuovi edifici popolari. «Chi ha fatto il progetto non ha considerato la necessità di lasciare un’area verde intorno alla pista – accusa la Sireno. L’opera è nata all’interno di un ambiente ben preciso, e solo in quel contesto ha un senso. Se il Comune pensa di spostarla allora preferisco che venga tolta completamente».

Della vicenda si parlerà anche nei prossimi giorni. Carmelo Scaramuzzino, capogruppo consiliare di Sel, proporrà infatti nel consiglio comunale martedì prossimo una “question time”sull’argomento. “Sottolineerò ad Apes la necessità di salvaguardare non solo quest’opera ma tutto il parco – spiega Scaramuzzino. Un parco che, dopo quello delle Piagge, rappresenta lo spazio verde più grande dell’intera città. Se le case popolari verranno costruite cosi come previste dal progetto il parco verrà letteralmente tagliato in due da questi edifici, e questo non deve accadere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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