Attenzione
Hotel, i prezzi più bassi della Toscana
In città non aumentano dal 2011 e la media è 90 euro per notte. Il settore risente della concorrenza di B&B e affittacamere
PISA. Nel 2012 i prezzi degli alberghi a Pisa sono stati i più bassi della Toscana e gli unici, insieme a San Gimignano a non aver subito aumenti rispetto al 2011. Questo quanto emerge da un una analisi condotta da Hotels.com sui prezzi degli hotel nelle principali destinazioni turistiche in tutto il mondo; una analisi che si basa sulle prenotazioni effettuate in oltre 155mila strutture presenti su Hotels.com in circa 20mila destinazioni, registrando i prezzi per camera effettivamente pagati dai clienti. I prezzi medi degli hotel in Italia nel 2012 sono aumentati del 2% rispetto all’anno precedente, arrivando ad una media di 125 euro per camera a notte. In Toscana, come detto, ad eccezione di San Gimignano e Pisa dove sono mediamente rimasti stabili, in tutte le altre città prese in esame le tariffe sono salite rispetto al 2011. Sotto la Torre, poi, i viaggiatori hanno pagato di meno rispetto a tutta la regione con una media di 90 euro per camera a notte. Dando un'occhiata alle altre mete turistiche del Granducato, vediamo che Viareggio è la città dove italiani e stranieri hanno pagato di più nel 2012, con una media di 134 euro per camera a notte e un aumento del 3% rispetto all’anno precedente. Segue Firenze dove una camera d’hotel nel 2012 è costata in media 127 euro a notte, con un aumento del 6% rispetto al 2011; a Siena invece, dopo un aumento del 2%, i turisti hanno pagato in media 111euro per soggiornare in hotel. Aumenti importanti sono stati registrati anche a Livorno e Lucca, dove i prezzi sono saliti del 7% rispetto al 2011, raggiungendo rispettivamente 108 e 107 euro. Prezzi stabili, come già detto, a San Gimignano dove una camera è costata in media 118 euro. «Questa analisi non ci sorprende affatto – commenta Rita Paciello, presidente provinciale di Federalberghi – vista la concorrenza che nella nostra città sta stritolando gli alberghi. I numeri sono eloquenti: a Pisa città su 300 strutture ricettive, solo 60 sono hotel. Logico quindi che i prezzi devono essere contenuti per resistere». Paciello fa riferimento al settore extralberghiero che in città sta registrando un vero boom (sia come strutture che come presenze). Un settore facilitato anche da un turismo mordi e fuggi che ancora contraddistingue la città della Torre. «Pisa vive ancora di un'utenza di passo – aggiunge la presidente di Federalberghi - alla quale quindi interessa meno il servizio, visto che deve dormire in pratica una o due notti. Gli hotel, però, devono mantenere standard elevati ma proporre prezzi bassi per combattere la concorrenza degli extralberghieri. Una concorrenza – non usa mezzi termini Paciello – sleale ma legalizzata. Da qui la necessità di rivedere la legge regionale sul turismo che metta paletti e regole ferree per l'apertura di b&b e affittacamere. Insomma – conclude - o loro hanno i nostri stessi obblighi (e costi) oppure noi possiamo adeguarci ai loro».
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