Sicurezza
Crisi Misericordia stipendi non pagati e niente anticipo
I 67 dipendenti non hanno ricevuto la mensilità di febbraio I Cobas: «Atto gravissimo». Il Comune convoca un tavolo
PISA. «La Misericordia non ha pagato gli stipendi».
I Cobas denunciano l'ultimo atto dell'ormai annosa situazione di crisi che vive la confraternita pisana e che rischia di mettere in pericolo una considerevole parte dei 67 dipendenti attualmente impiegati.
«Gli stipendi di febbraio non sono stati corrisposti – dice Federico Giusti dei Cobas – e anche un anticipo, soluzione ventilata nei giorni scorsi, è stato escluso».
«Una decisione gravissima che appare del tutto ingiustificata e provoca ripercussioni negative su chi deve pagare affitti, mutui o deve semplicemente fare la spesa – commentano i Cobas in una nota –. Il diritto del lavoratore che riceve in ritardo lo stipendio è quello di vedersi corrisposto anche il pagamento degli interessi maturati, che sono del 3%. Noi reclamiamo questo diritto ai vertici della Misericordia che ben poco stanno facendo per costruire quel piano industriale di rilancio a cui sembrano preferire la dismissione dei servizi con soppressione dei posti di lavoro. Una situazione inaccettabile di cui anche l'Arcivescovado dovrà rispondere».
Intanto, ieri lavoratori e sindacati hanno incontrato, dopo varie richieste, i capigruppo del consiglio comunale, il presidente del consiglio comunale, Titina Maccioni, e l'assessore comunale al Lavoro Giuseppe Forte, che si sono impegnati a convocare tutti i soggetti istituzionali che operano con la confraternita pisana per cercare una soluzione che escluda i tagli occupazionali.
«L'amministrazione convocherà un tavolo per cercare di capire quale strada percorrere – spiega Maccioni – mentre il consiglio comunale farà una mozione per mantenere alta l'attenzione e spingere affinché si trovi una soluzione».
La convocazione del tavolo è stata annunciata ieri dall'assessore Forte durante il consiglio comunale: il prossimo 29 marzo il Comune, insieme alla Provincia, incontrerà la Società della salute e dopo qualche giorno anche i sindacati.
Successivamente, sarà convocato un tavolo unico.
L'incontro di ieri è stato «un buon risultato ma con ancora troppe ombre all'orizzonte – commentano invece i Cobas –. La Società della salute, infatti, non ha ancora sciolto i nodi inserendo le clausole sociali a salvaguardia dei posti di lavoro nella convenzione da approvare sul trasporto sociale (che dovrebbe partire nel mese di aprile) mentre l'Azienda ospedaliera è del tutto latitante nel fornire risposte analoghe sul trasporto sanitario».
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