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«Viviamo con l’amianto ma nessuno interviene»

«Viviamo con l’amianto ma nessuno interviene»

I residenti nelle case popolari di via Toscana temono gli effetti sulla salute Bani (Apes): servono 400mila euro, la bonifica alla fine del prossimo anno

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PISA. È allarme amianto in via Toscana e gli abitanti chiedono alle istituzioni che venga rispettato il loro diritto alla salute. Gli edifici ai civici 1, 2 e 7, tutti di edilizia popolare, presentano diverse criticità strutturali ma il problema più grande è rappresentato dai sottotetti in eternit. Già nel 2012 infatti l'Usl 5 di Pisa aveva chiesto ad Apes (azienda pisana edilizia sociale), in seguito ad un sopralluogo richiesto da uno dei condomini, di condurre delle «analisi sul materiale di copertura e delle canne fumarie al fine di accertare la presenza di amianto», analisi che sono poi risultate positive come comunicato dall'azienda sanitaria.

«Viviamo in una condizione di abbandono – spiega Marco Possenti, uno dei condomini – e il rischio per la salute è molto alto. Siamo davvero esasperati. Quando piove dagli sgocciolatoi viene giù acqua mista a residui di eternit che poi rimangono per terra e ovviamente con il vento si disperdono in aria. Siamo stanchi di vivere nella paura di poter contrarre qualche malattia».

«Più volte mi sono rivolto ai giornali e alle emittenti locali – continua nel suo sfogo Possenti – e lo farò ancora, perché non è giusto che si spendano soldi pubblici per finanziare eventi di facciata in città e non si capisca l'importanza di certe situazioni che riguardano tutta la comunità. È il momento che qualcuno faccia qualcosa per risolvere questa situazione. In seguito al sopralluogo dell'Usl, Apes ci aveva assicurato che i lavori di bonifica sarebbero cominciati quest'anno ma ad oggi non è stato ancora fatto niente».

Il problema secondo l'ente dell'edilizia popolare sarebbe da attribuire a un mancato sostegno delle istituzioni statali e regionali. «Conosciamo molto bene la situazione in cui versano gli stabili di via Toscana – dice Lorenzo Bani, presidente di Apes – e capisco la preoccupazione degli abitanti ma ad ora non ci sono i fondi necessari per procedere con gli interventi di bonifica. Noi monitoriamo costantemente la condizione degli edifici di nostra competenza. Abbiamo già fatto degli interventi in via Di Nudo e in via Puglia, ma senza finanziamenti tutto resta in programmazione. Gli esami sui tetti sono stati svolti da aziende certificate che ci hanno indicato le situazioni in cui era più urgente intervenire e vista la disponibilità economica siamo stati costretti ad agire secondo una scala di priorità. Per la rimozione dei pannelli in eternit in via Toscana e in via Maccatella serve uno stanziamento di 400 mila euro, penso che i lavori di bonifica cominceranno entro l'anno prossimo». Ma dal quadro fornito da Apes quella dell'eternit pare essere una piaga che affligge diversi edifici pubblici e privati su tutto il territorio provinciale. «A Pisa ci sono 6.500 edifici popolari e il 50 per cento è stato costruito negli anni Cinquanta quando ancora non si conoscevano i rischi per la salute causati dall'eternit – entra nel merito Bani –. Purtroppo tutti paghiamo la negligenza di chi ha costruito in passato senza pensare ai rischi per l'ambiente e per la salute. Basti pensare che in città perfino molte condutture dell'acqua Sono fatte di eterni». La rabbia di Possenti. esasperato da una situazione che va avanti “da troppo tempo”, non si ferma. «A questo punto contatterò anche le tv nazionali. La gente deve sapere in che condizioni viviamo».

Antonio Saggese

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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