Il Tirreno

Pisa

Pd, niente primarie per i candidati al consiglio comunale

di Luca Daddi
Pd, niente primarie per i candidati al consiglio comunale

Il segretario Ferrante: «Si rischiano lacerazioni dannose senza contare la stanchezza di molti militanti»

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PISA. Niente primarie nel Partito Democratico di Pisa per la scelta dei candidati al consiglio comunale in vista delle elezioni amministrative di maggio. È questa la linea lungo cui si muove con una certa decisione il partito, a meno che il numero delle persone disponibili a entrare in lista, alla fine, non sia così elevato da dover imporre un’altra strada. Senza contare poi che quasi tutti gli uscenti sono pronti a ricandidarsi.

All’assemblea comunale del Pd, il segretario Andrea Ferrante ha spiegato i motivi per cui eventuali primarie rischiano di essere controproducenti. Le parole del leader cittadino, almeno finora, non hanno provocato reazioni ufficiali di protesta neppure tra quanti avevano chiesto (inutilmente) di organizzare una consultazione per la scelta del candidato sindaco. Ecco cosa si legge nella relazione che Ferrante ha presentato all’assemblea: «Sul percorso da seguire nell’individuazione dei nostri candidati, ci siamo confrontati nella segreteria e con i segretari dei nostri circoli. Vi riporto una valutazione largamente concorde, a partire dalla richiesta di evitare nuove elezioni primarie, ricercando una composizione in cui possa riconoscersi l’intero partito. Riteniamo, infatti, che un passaggio del genere possa essere percepito come manifestazione di un riflesso autoreferenziale, introverso piuttosto che rivolto alla città e ai suoi problemi. E temiamo che una fase, anche in questo caso troppo ravvicinata al voto, possa produrre lacerazioni dannose e ritardare l’ingresso dei nostri candidati in campagna elettorale. Infine, non nascondiamo la stanchezza che ci comunicano molti militanti, provati da un tour de force che non si concluderà prima dell’estate».

Ricevuto il mandato, il segretario Ferrante si è impegnato a riunire segreteria e segretari di circolo «per condividere una proposta di metodo – sono ancora parole sue – da sottoporvi rapidamente, capace di comporre una soluzione in grado di essere sostenuta in maniera unitaria dal gruppo dirigente. Una soluzione che sappia contemperare le indicazioni dei territori, le esperienze già avviate, la valorizzazione delle differenze di genere, la necessità di aprirsi alla città e a un rinnovamento indispensabile. Una soluzione che sappia coinvolgere maggiormente una società civile che si dimostra sempre attenta e sensibile al lavoro del nostro partito. È chiaro che la ricerca di un risultato del genere chiama alla responsabilizzazione e alla disponibilità di tutti».

Ferrante si è soffermato anche sull’esito del voto: «Che a Pisa ha risentito ovviamente delle tendenze nazionali. La destra crolla ai minimi storici e viene appaiata ai grillini sulla soglia del 20%. Scelta Civica raddoppia i voti storicamente raccolti dall’Udc, sfiorando il 10% con la sua coalizione. A sinistra Sel stacca la lista di Ingroia e si aggiudica il 6%».

Quanto al Pd, «con 19.300 voti raggiunge il 36,2%: perde il 5,9% e 7.200 consensi rispetto alle politiche del 2008, ma tiene nelle percentuali e recupera quasi 6.000 voti rispetto alle regionali. Le difficoltà maggiori si registrano in alcuni quartieri popolari e nel voto giovanile. Si tratta comunque di un risultato tra i migliori nella provincia e in Toscana».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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