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I Riformisti: «Serve un piano strutturale per il turismo»

I Riformisti: «Serve un piano strutturale per il turismo»

PISA. Continua il lavoro dei “Riformisti per Pisa”, la neonata realtà politica, che alle prossime elezioni comunali appoggerà la coalizione del centrosinistra e il sindaco Filippeschi. «I “Riformisti...

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PISA. Continua il lavoro dei “Riformisti per Pisa”, la neonata realtà politica, che alle prossime elezioni comunali appoggerà la coalizione del centrosinistra e il sindaco Filippeschi.

«I “Riformisti per Pisa” - spiega Federico Eligi, assessore - non sono un partito, né una lista civica, ma un insieme di cittadini con un sistema di valori condivisi che fanno capo alla cultura laica, liberale, repubblicana e socialista, cattolica e democratica. Il progetto dell’ala riformista ha l’ambizione di unire i vari riformismi presenti sul territorio, in modo da garantire, un contributo di idee, di capacità e cultura di governo e di conoscenze da mettere a disposizione della città».

«Pisa ed il suo futuro - continua Eligi - non possono che essere tutt’uno con il suo passato. In particolare ci rivolgiamo ai partiti, alle associazioni, ai circoli, ai singoli cittadini, che vogliono dare il loro contributo alla crescita ed allo sviluppo del nostro territorio, nel rispetto dell’ambiente e nel cercare di ricomporre l’immagine storica della nostra città».

«Uno dei nostri progetti - sottolinea Eligi - è quello di far diventare Pisa una città di 200.000 abitanti. Tra cinque anni il sindaco di Pisa dovrà essere votato anche dai cittadini degli altri cinque comuni: San Giuliano Terme, Cascina, Vecchiano, Calci e Vicopisano. Occorre superare questa dimensione, che non ha più nulla a che fare con la realtà di oggi, ma al contrario ne costituisce un limite dannoso, se non mortale».

Secondo l’assessore che ha lanciato la lista “Riformisti per Pisa”, cui aderisce anche il Psi, «è opportuno per il futuro mantenere sotto controllo la pressione fiscale a carico dei cittadini e delle imprese. Se da una parte il nuovo assetto istituzionale potrà portare benefici nel medio periodo, nell’immediato occorre muoversi su linee che siano in grado, con una diversa modalità di gestione, di garantire gli attuali servizi: Comune che indirizza e controlla». Quanto al turismo, «occorre garantire un forte sviluppo al settore che è ancora oggi una potenzialità non espressa al meglio. Grazie al riordino delle competenze a seguito dell’abolizione delle Province, la delega tornerà nelle mani dei Comuni e ciò può essere un’opportunità. Chiediamo che si dia vita ad un vero e proprio “piano strutturale” per il turismo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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