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Cescot-Matteotti: patto di lavoro per giovani, disabili e disoccupati

Cescot-Matteotti: patto di lavoro per giovani, disabili e disoccupati

PISA. Cescot e Matteotti ancora insieme. Privati e scuola pubblica uniti per dare una speranza di occupazione a chi si prepara ad affacciarsi sul mercato del lavoro. Si rinnova la collaborazione fra...

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PISA. Cescot e Matteotti ancora insieme. Privati e scuola pubblica uniti per dare una speranza di occupazione a chi si prepara ad affacciarsi sul mercato del lavoro.

Si rinnova la collaborazione fra l'agenzia per la formazione della Confesercenti e l'istituto superiore alberghiero con due progetti finanziati dalla Provincia.

Coppa e Spiga, questi i nomi dei due corsi che cominceranno nelle prossime settimane, si avvalgono delle strutture dell'istituto alberghiero per la parte di insegnamento e l'associazione di categoria si fa intermediario con gli imprenditori al fine di trovare dove effettuare gli stage pratici che costituiscono una parte importante dei corsi stessi.

Ce ne parla Roberto Maurella, responsabile Cescot: «Da anni la collaborazione con l'istituto Matteotti dà ottimi frutti, adesso con il finanziamento della Provincia diamo il via a due nuovi corsi: Coppa è svolto insieme alla Fisar (Federazione Italiana Sommelier e Ristoratori) si rivolge a tutti gli individui diversamente abili e permette loro di acquisire le competenze e le qualifiche di sommelier, mentre Spiga è volto verso tutti i disoccupati ed inoccupati. Quest'ultimo forma le competenze necessarie per la gestione di un agriturismo integrando il corso Turistico Ambientale già presente nel programma del Matteotti. Vogliamo legarlo al prodotto territoriale attraverso un docente di cucina che proporrà ricette storiche e particolari».

Per questi due progetti le iscrizioni sono ancora aperte e termineranno, per Coppa il 27 marzo, mentre per Spiga il 5 aprile (tutte le informazioni sono disponibili sul sito su www.cescotformazione.it).

È anche in fase di svolgimento il secondo anno di Gol, progetto con alte finalità sociali, che si propone di recuperare i cosiddetti drop out, cioè quegli adolescenti che hanno assolto l'obbligo formativo ma non hanno conseguito il titolo secondario superiore, quindi poco attraenti per il mercato del lavoro.

«In collaborazione con il Centro per l'impiego andiamo a recuperare quei giovani che per motivi di età e di formazione non possono ancora entrare nel mondo del lavoro e la cui alternativa migliore è l'ozio, per non parlare delle peggiori. I numeri sono incoraggianti poiché il 90% di coloro che iniziano il corso lo portano a termine e, soprattutto nel settore turistico, più della metà riesce ad avere un lavoro. Magari stagionale, magari a chiamata o precario ma intanto acquisiscono una qualifica ed un'esperienza che li potrà aiutare in una possibile opportunità di impiego nel futuro».

Luca Lunedì

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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