Il Tirreno

Pisa

Grave dopo un volo di trenta metri

Idraulico in un burrone per soccorrere il figlio finito fuori pista con lo snow board

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. «È stato un miracolo se non sono morti. Quando siamo arrivati abbiamo visto quella parete a picco e credevamo di dover recuperare le salme». La parole del pilota dell’elicottero dell’Aiut Alpin intervenuto ieri mattina sulla Forcella Pordoi per soccorrere due sciatori caduti per una trentina di metri sono eloquenti. I due, papà e figlio, possono dirsi molto fortunati se sono vivi, anche se il padre, Luca Caciagli, 45 anni, conosciuto idraulico di Tirrenia , è ricoverato in prognosi riservata in rianimazione all’ospedale San Maurizio di Bolzano per le lesioni a testa e schiena e suo figlio Dario, 14 anni, ha rimediato la rottura di un braccio e un forte trauma facciale. Se la dovrebbero cavare entrambi, anche se il padre è considerato molto grave. Il 13 marzo 2012 il cognato di Luca, Massimiliano Giannini, era morto in un incidente stradale.

Caciagli era salito sul Sass Pordoi insieme ai tre figli, Dario e altri due ragazzi, minorenni anche loro. Il papà era sugli sci, mentre il figlio aveva lo snow board. La famiglia era in vacanza da qualche giorno in val di Fassa e abitava a Mazzin. Sono saliti sul Sass con la funivia. Poi hanno deciso di scendere fuori pista. Sono passati per la Forcella Pordoi, a quota 2.829 metri, ma poi, invece di piegare verso Canazei, hanno sbagliato strada. Forse a causa del cattivo tempo sono finiti su una cengia rocciosa proprio sopra le cascate Solemio.

Il padre era davanti per mostrare la strada ai figli. Ma, a un tratto, uno di loro, quello con lo snow board ha attraversato quello che viene chiamato Ossario. Il ragazzo è finito quindi sul ciglio di un precipizio. Una parete che cade a picco per parecchie decine di metri. Il padre, a quel punto, si è precipitato in suo soccorso, ma ha commesso l’imprudenza di non togliere gli sci. Nella foga, l’uomo ha centrato un sasso e ha perso uno sci, cadendo addosso al figlio.

Entrambi sono precipitati per almeno una trentina di metri. Gli altri due figli di Caciagli hanno visto il padre e il fratello inghiottiti dal precipizio. Papà e figlio sono precipitati letteralmente nel vuoto, ma potranno raccontare quello che è accaduto.

Ubaldo Cordellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa