Il Tirreno

Pisa

Un Urban Center per cultura e turismo

di Francesco Loi
Un Urban Center per cultura e turismo

Comune e Fondazione Pisa uniti in un nuovo organismo: sarà una cabina di regia per progetti di sviluppo e finanziamenti

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PISA. Una sorta di cabina di regia per beni storici, culturali, architettonici nello scenario della città che si sviluppa: da una parte la loro tutela, dall’altra la loro valorizzazione turistica. Ci lavoreranno insieme Comune e Fondazione Pisa. Enti che hanno sempre collaborato, e ora ancora di più. La “cabina” si chiama Pisa Urban Center. Questo Centro si muoverà attraverso un gruppo di lavoro, i cui componenti parteciperanno a titolo gratuito: i membri saranno cinque, in possesso di requisiti professionali e di esperienze maturate in ambiti accademici e manageriali. Due saranno scelti dal Comune e due dalla Fondazione; il presidente sarà designato congiuntamente.

La giunta comunale ha già approvato l’atto, la Fondazione lo farà a breve. Nei documenti il Pisa Urban Center è definito come osservatorio sui processi di trasformazione urbanistica della città e di valorizzazione dei siti culturali presenti, per finalità sociali e turistici. «In questa stanza di osservazione lavoreremo insieme per capitalizzare le opportunità, indirizzando al meglio gli sforzi e le risorse economiche», sintetizza l’avvocato Claudio Pugelli, presidente della Fondazione Pisa (ex CariPisa). «Avremo così anche una maggiore possibilità di individuare strade diverse per dare più efficacia agli interventi - aggiunge Pugelli - come successo con il Demanio per i problemi alla Chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri».

Lo strumento dell’Urban Center è abbastanza nuovo. In Italia collaborazioni di questo tipo tra enti si trovano a Venezia e Torino. «Una modalità innovativa di intervenire nei processi di sviluppo della città e di approfondire i fronti sui quali lavorare», commenta l’assessore comunale all’urbanistica Fabrizio Cerri. «Con un organismo unitario - spiega ancora l’assessore - si possono accorciare le distanze per arrivare agli obiettivi e si possono reperire le risorse economiche necessarie con minori difficoltà. Avremo l’opportunità di alzare il livello di progettualità e di conseguenza ci faremo trovare ancor più preparati nel cogliere le opportunità».

Si amplia ulteriormente, dunque, la sfera di intervento della Fondazione Pisa, che sul territorio già investe ogni anno circa 12 milioni di euro a sostegno di progetti nei settori dei beni culturali, del volontariato, della filantropia, della beneficenza, della ricerca scientifica e tecnologica, come indica il suo statuto. Un esempio attuale è il finanziamento assicurato per il recupero delle mura antiche nell’ambito del Piuss.

A proposito del ruolo operativo del Centro, questo, come si legge nell’atto costitutivo, dovrà studiare, elaborare e proporre «interventi o modelli di sviluppo», privilegiando «il ricorso alle moderne tecnologie digitali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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