La manifestazione
Riparata la macina, torna il Gioco del Mulino
La contesa tra gli otto rioni il 12 maggio. La macchina intorno a cui si disputa la gara era rotta ed è stata restaurata con fatica da Daniene Cionini
CALCI. Il Gioco del Mulino, unico nel suo genere, manifestazione capace di suscitare grande interesse anche a livello nazionale, dopo anni che non si disputa, tornerà domenica 12 maggio in Valle Graziosa. La notizia sarà salutata da tutti con grande soddisfazione. Si era temuto che per il gioco fosse segnato il rien ne va plus. Si era rotto, pareva irrimediabilmente, lo strumento attorno al quale si sviluppa l’appassionante sfida dei combattenti mugnai. La macina e i numerosi ingranaggi hanno rischiato effettivamente di finire tra le cose dismesse, ormai rottamati. Invece, grazie soprattutto a Daniele Cionini, magistrato del Gioco del Mulino e grande trascinatore della squadra di Calci al Gioco del Ponte di Pisa, si è verificato il quasi miracolo. La macchina è stata aggiustata in un’operazione complessa e complicata che ha visto “tuttologo” proprio il magistrato il quale si è calato nel ruolo articolato di ingegnere, geometra, fabbro, carpentiere, falegname, idraulico e provetto scultore.
Racconta: «Mi sono alambiccato il cervello e mi sono spaccato la schiena. I lavori e le modifiche apportate sono frutto dell’amore che nutro per il mio paese e le sue migliori tradizioni. La manodopera personale, durata 139 ore, in condizioni difficilissime, non verrà mai ripagata, ma la coscienza mi ha detto di fare così. Intendo sottolineare che indirettamente mi hanno incoraggiato e supportato la ditta Maurizio Cei, l’azienda Marianini mentre è stato prodigo di suggerimenti Antonio Pierotti».
Pezzo su pezzo il Mulino è stato sfatto, ricostruito e ricomposto, più bello e importante. «Inizialmente - spiega Cionini - è stato eseguito lo sbloccaggio della macina superiore cui è seguito il taglio dei profili che tenevano accoppiata la macina superiore mobile a quella inferiore fissa. Smembrata la cupola dell’alloggiamento della farina in quanto presentava notevoli punti di ruggine che ne compromettevano la sicura stabilità».
Riequilibrio, aspiraggio, sostituzione delle longherine, potenziata l’intera struttura in ferro. Via i tubi compromessi. I cuscinetti di tenuta hanno lasciato il posto a più efficienti dispositivi. Dadi e rondelle sono andati a serrare, tramite la piastra, la sezione di spinta. Inserito cemento inghisante in uso nell’edilizia al fine di aumentare la tenuta. Nuove tubature, pedane robuste e razionali, aggiunti meccanismi per sgancio e aggancio. Ripristinato il motore. Rame e alluminio tra i metalli impiegati. Portate a nuova vita le pietre e infine inserita resina semiliquida e una verniciatura in acrilico nero come ultimo atto. Tutto è pronto per la grande festa del 12 maggio. Prima della contesa tra gli otto rioni si svolgerà la sfilata del corteo con costumi tardo cinquecenteschi.
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