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Il Comune denuncia il ministero

Il Comune denuncia il ministero

L’istituto di Vulcanologia non paga la prima rata dei lavori alla Sesta Porta e Sviluppo Pisa passerà alle vie legali

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PISA. È stato lo stesso Giovanni Viale, assessore al bilancio, a comunicare nell’ultimo consiglio comunale che la Società Sviluppo Pisa srl (società di scopo costituita in funzione del Progetto Sesta Porta e di cui Pisamo detiene il 100%) procederà a vie legali contro l’Istituto Nazionale di Geofisica eVulcanologia (Ingv) in quanto non ha rispettato il contratto preliminare che aveva firmato. «È una via obbligata - ha affermato l’assessore Viale rispondendo al consigliere Maurizio Bini di Rifondazione -a tutela della Società Sviluppo Pisa e del Comune di Pisa».

La Sviluppo Pisa srl è detenuta totalmente da Pisamo spa, società a sua volta quasi complessivamente del Comune di Pisa. Quindi, di fatto il braccio di ferro vede come protagonisti due enti pubblici.

Quando il progetto Sesta Porta venne presentato, si fece riferimento al preliminare di un atto di compravendita in cui l'Ingv si impegnava all'acquisto di una parte dell'immobile per trasferirvi i suoi uffici di via della Faggiola. L'operazione era stata quantificata in circa 9 milioni di euro più Iva e l'Ingv versò una caparra di 360 mila euro. Il contratto preliminare (approvato dal consiglio d'amministrazione d'allora dell'Ingv) prevedeva il pagamento attraverso una serie di rate in base al raggiungimento delle opere. In pratica, l'istituto - che dipende dal Ministero dell'istruzione, università e ricerca (Miur) - avrebbe pagato soltanto se i lavori fossero andati avanti. Ed i lavori sono andati avanti al punto che quando è stato terminato il piano del primo solaio, Sviluppo Pisa srl ha scritto una lettera alla direzione di Ingv informando dell'avanzamento dei lavori e, pertanto, invitandoli a pagare il 15% della cifra complessiva, qualcosa come 1 milione e 350mila euro. Ma l'Istituto ha risposto con lettere interlocutorie. Sembra che l’Ingv starebbe risentendo degli effetti della spending review e, di conseguenza , di una una stretta alle spese. Il contesto di oggi è diverso da quello del 2010 in cui maturò l'operazione del trasferimento della sede pisana da via della Faggiola alla Sesta Porta.

Ma c’è un impegno del cda dell’Istituto e il preliminare firmato di un atto di compravendita. E la partita è grossa con quei 9 milioni di euro più Iva. Il mancato pagamento della prima rata ha costretto la giunta a firmare una delibera con cui posticipare i pagamenti del canone d'affitto di Pisamo al Comune. Pisamo ha beneficiato di uno slittamento del pagamento della seconda rata del 2012 e della prima e seconda rata dell'anno in corso. Il canone d'affitto complessivo dovuto da Pisamo spa per l'anno 2013 risulta di 4.572.500 euro (Iva esclusa).

Giovanni Parlato

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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