Sicurezza
I bonus non fanno ricchi i dirigenti
Quanto guadagnano le alte cariche del Comune fra stipendio base, retribuzione della posizione e obbiettvi raggiunti
PISA. I dirigenti comunali hanno mediamente stipendi intorno o superiori agli 80mila euro lordi, a parte qualche picco verso i 90mila. E quando c'è da stare dietro agli impegni di lavoro, si fermano al bar per uno spuntino. Come Angela Nobile, segretario e direttore generale del Comune. L'abbiamo incontrata fra una riunione e l'altra. Il motivo per cui l'abbiamo ci riceve è sapere quanto guadagnano i dirigenti comunali più eventuali bonus per gli obbiettivi raggiunti. Dal sito del Comune abbiamo scaricato una tabella (che pubblichiamo) risalente alle retribuzioni del 2011. La dirigente la scorre rapidamente e si accorge che due dirigenti (Mario Pasqualetti e Cesare Renzoni) ora sono in pensione, che Gilda Greco in quell'anno era passata a Pisamo (è il motivo per cui la sua retribuzione appare più bassa rispetto agli altri), che Giusppe Sardu in realtà figura come responsabile del piano strategico di tutta l'area pisana. Con l'aiuto del segretario e direttore generale, cerchiamo di capire le voci delle retribuzioni. «Il contratto nazionale dei dirigenti degli enti locali - premette Angela Nobile - prevede una quota fissa, lo stipendio tabellare, uguale per tutti escluse lievi differenze collegate all'anzianità».
Come si può vedere dalla tabella si va da 43 a 49mila euro a cui va sommata la voce "retribuzione di posizione annua". «Il contratto - spiega il direttore generale - prevede un minimo e un massimo entro cui ogni ente "pesa" la posizione correlata alla struttura assegnata. Entrano in gioco termini come la complessità della struttura da gestire, la quantità delle risorse sia umane che finanziarie ed anche la strategicità».
Come si può notare dalla tabella questa voce è una parte consistente della retribuzione, ma non è correlata ad alcun obbiettivo da raggiungere al contrario di quella successiva che porta il nome di "retribuzione di risultato". «Si tratta di una voce molto variabile che dipende dai contratti decentrati sottoscritti ogni anno. Nel contratto decentrato - spiega Angela Nobile - si stabilisce la percentuale di risorse da destinare al risultato nei limiti posti dal contratto e dalle leggi finanziarie. Il principio è di contenere e ridurre la spesa dei dirigenti e, in generale, del personale. Questa voce è collegata a obbiettivi sia strategici che di miglioramento e, in parte, anche ai comportamenti organizzativi, cioè la capacità manageriale».
Guardando le cifre percepite dai dirigenti per i risultati raggiunti solo in un caso viene superata la soglia dei 5mila euro. In altri casi, c'è chi non ha ricevuto neanche un euro. Ma si tratta di casi particolari perché bisogna guardare la colonna accanto (compensi accessori riferiti ad anni pregressi). Infatti, in base ad una regolamentazione interna qualora la quota dell'incentivo superi l'importo spettante per il risultato, questa viene proporzionalmente ridotta in tutto o in parte. Per esempio, i dirigenti Caponi e Guerrazzi nel 2011 non prendono la retribuzione di risultato, ma solo il compenso accessorio. «I compensi accessori - spiega Angela Nobile - riguardano soprattutto l'Avvocatura e questo spiega perché la dirigente Caponi non percepisce la retribuzione di risultato. Inoltre, nei compensi accessori figurano anche i tecnici i quali possono prendere fino a un massimo del 2% della somma prevista per la realizzazione delle opere pubbliche. Una percentuale che viene divisa fra tutti i tecnici come vuole l'incentivo di legge».
Infine, ci sono le indennità ad personam che riguardano Maurizio Gazzarri e Giuseppe Sardu. Si tratta di due casi particolari (ex articolo 90) in cui i dirigenti sono alle dirette dipendenze del sindaco. Gazzarri è stato nominato da Filippeschi capo di gabinetto e percepisce un'indennità che si somma al solo stipendio tabellare. Giuseppe Sardu, invece, è stato nominato dal sindaco su designazione di tutti i sindaci dell'area pisana quale responsabile del piano strategico con un contratto part-time.
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