Sicurezza
«Stazione nel degrado» La rabbia dei pendolari
«È sufficiente che piova per trovare il sottopasso allagato, regna la sporcizia Piccioni sotto la tettoia e rami secchi sono un pessimo biglietto da visita»
SAN GIULIANO. I pendolari che prendono il treno alla stazione di San Giuliano sono infuriati e denunciano una situazione di profondo disagio.
«La stazione ferroviaria - dicono - versa in uno stato di degrado avvilente. D’altra parte basta vedere come sono gestiti i servizi. Per i viaggiatori, che ogni giorno partono e arrivano, il disagio è palpabile. Non è possibile andare avanti così. Si impongono interventi immediati, efficaci e risolutivi».
Andrea Vento, Iacopo Carli, Adriano Bertini e poi Chiara Pecchia, Andrea Seniello e tanti altri danno voce a quello che è un mugugno diffuso.
Interviene anche il circolo di Rifondazione comunista, che prende posizione e parla di «situazione insostenibile, vergognosa», annunciando che sarà chiesto di destinare parte della struttura a due famiglie in emergenza abitativa. Vento, che guida la contestazione dei pendolari, sottolinea: «Noi, che ogni giorno utilizziamo il treno per recarci nei luoghi di studio e di lavoro, non contiamo più le note negative per la stazione ferroviaria. In particolare rileviamo il sistematico allagamento del sottopassaggio a seguito di precipitazioni atmosferiche, che costringe i cittadini a compiere salti mortali per raggiungere i binari. Da una calata della gronda staccata fuoriesce copiosamente acqua che impregna una parte del muro esterno. Regna sovrana la sporcizia. I rami secchi e le foglie sparse costituiscono un pessimo biglietto da visita. Ingombrante la presenza di piccioni sotto la tettoia, unico luogo riparato dove attendere il convoglio che ci porta a Pisa. Gli escrementi invadono le panchine in marmo rendendole di fatto inutilizzabili. Le persiane aperte ai piani alti al più debole soffio di vento battono incontrollate».
Un ulteriore elemento negativo: «Due ascensori, destinati ai portatori di handicap, sono fermi e in pratica rimangono inutilizzati, con tanti saluti alle persone che avrebbero maggiore bisogno».
Affermano i pendolari: «Il caso della stazione di San Giuliano è emblematico degli effetti della politica di privatizzazione in salsa italiana: mancanza di un piano razionale dei trasporti, depotenziamento delle linee minori. Il tutto a vantaggio dei treni veloci ad alto costo e delle linee principali».
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