Il Tirreno

Pisa

«Vidi Logli litigare con una donna»

di Candida Virgone
«Vidi Logli litigare con una donna»

Il racconto del super testimone che smentisce negli orari la difesa del marito di Roberta Ragusa

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PISA. «Perché avevo taciuto? I Logli sono gente potente, io sono solo un poveraccio, un disgraziato e attraverso un momento particolare. Avrei voluto sottrarmi a questa situazione di imbarazzo…»

Parla per la prima volta il super testimone del caso Ragusa, uno degli anelli in mano all'accusa nell'ipotesi che vede il marito della donna, svanita nel nulla da quattordici mesi, come indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere e come possibile responsabile della misteriosa sparizione. L'uomo parla e lo fa ai microfoni della trasmissione "Chi l'ha visto?" in onda ieri sera su Rai Tre. Il suo racconto arricchisce di nuovi e più chiari particolari rispetto alla ricostruzione finora uscita sui media sulla base di alcune indiscrezioni, una fuga di notizie per la quale la Procura aveva minacciato di aprire una indagine.

L'uomo era stato ascoltato insieme ad altri testi quasi all'inizio delle indagini, ma aveva detto agli inquirenti di non aver visto niente di non sapere nulla della scomparsa della signora. A tirarlo in ballo, però, era stata una terza persona, che aveva ricevuto la confidenza di un parente.

«Il tale sa qualcosa – aveva detto agli inquirenti – e lo ha confidato ad altri. Chiamatelo e vedrete». A quel punto l'uomo, un giovane che vive nei dintorni di via Dini, aveva confermato quel che aveva visto la notte fra il 13 e il 14 gennaio del 2012 e che in parte era già ricostruito.

«Stavo tornando a casa verso mezzanotte e mezza – dice il giovane – quando ho visto Logli nei pressi di via Dini, non lontano da casa sua. Era accanto alla sua Ford Focus verde. Un quarto d'ora dopo sono uscito a portare fuori il cane e in quello stesso punto ho visto due persone, ma accanto ad un'altra auto, mi sembrava una Citroën C 3 chiara. Erano un uomo e una donna che litigavano. Poi ho visto l'uomo spingere l'altra persona nella macchina e andare via lanciando il motore a tutto gas. Andavano in direzione di Pisa. Ma se la prima volta sono sicuro che fosse Logli, devo dire che la seconda ho solo pensato che potesse essere lui, visto che proprio in quel punto lo avevo visto poco prima. L'avevo confidato ad un amico ma speravo che si potesse arrivare a qualcosa senza che fossi coinvolto. Magari ci sarebbero arrivati ugualmente».

Il particolare importante è che su quella scena nella notte, in una strada nei dintorni di casa Logli, si collocano proprio le due auto su cui ruota il mistero. Quella di Antonio e quella di Roberta Ragusa. L'uomo parla di una C3 chiara o grigia, la macchina della scomparsa è celeste. Forse non è sicuro, forse tenta ancora di difendersi nel timore di venire ingoiato da una storia più grande di lui. E sempre su questi scenari di recente si registrano movimenti strani, movimenti che potrebbero coinvolgere nell'inchiesta anche altre persone, legate all'entourage dei conoscenti di Roberta. Il racconto del super teste cozza con la versione di Antonio, il quale che dice che a mezzanotte già dormiva, mentre sul suo cellulare, quella sera, si registrano tre chiamate all'amante, una alle 23.08, di 40 minuti, l'altra alle 23.56, di 20 circa, e l'ultima, di 17 secondi appena, alle 00.17. Forse quando Roberta scopre la tresca?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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