Italia
Condannato militare Usa per gli stupri su una bimba
Il sergente in servizio a Camp Darby è stato giudicato negli States: pena di 22 anni Tra le accuse contestate anche quella di aver ripreso le violenze finite poi sul web
PISA. Ventidue anni di carcere. È la condanna che la corte marziale americana ha inflitto a un sergente Usa di 29 anni (omettiamo il nome per proteggere l’identità della vittima, ndr), accusato di aver violentato una bambina di sette anni, figlia della sua compagna, quando era di stanza a Camp Darby. L'uomo fu arrestato l'anno scorso a fine maggio, dopo una indagine che fu lampo per sottrarre la bimba a tanta turpitudine, dai carabinieri del Setaf.
La coppia, tutti e due militari, trascorreva la sua vita fuori dalla base di Tombolo in un paesino della provincia e l'uomo, un portoricano, aveva sottoposto la piccola, ridotta secondo gli inquirenti in uno stato di soggezione totale e quasi schiavitù, a rapporti sessuali aberranti, fotografandola e poi mettendo le immagini che documentavamo il suo scempio addirittura su Internet, in siti pedofili. La piccola le veniva spesso affidata dalla madre, una americana di 35 anni separata ed anche lei di stanza alla base di Tombolo, quando la donna era in turno al lavoro. Ma quando restava solo con lei il giovane si trasformava, così la piccola appariva in diverse immagini non solo con lui, ma anche con i suoi pitbull. Quelle turpitudini però erano state rintracciate sul web dagli operatori di Telefono Arcobaleno, i quali a loro volta le avevano girate ai militari del Nit, nucleo investigativo telematico dei carabinieri di Siracusa. Nelle foto si vedevano immagini di vita normale accanto agli stupri ripresi nei loro particolari aberranti, con la bimba terrorizzata e in lacrime.
A quel punto - primavera del 2012 e gli scatti sembravano riferirsi all'ultimo anno - è iniziata una lotta contro il tempo per fermare al più presto il bruto: nei clic fatti in casa sullo sfondo appariva un telo da mare con un simbolo, che, ingrandito, era risultato essere il marchio dei Gators, una squadra di football della Florida, mentre le scene riprese in una giornata al mare immortalavano una spiaggia dalla sabbia accecante e un lungo pontile. Le ultime furono inviate dai militari siciliani all'Arma di tutta Italia e la risposta giunse dai carabinieri di Rosignano, che nel panorama avevano riconosciuto l'arenile delle Spiagge Bianche di Vada. I due particolari hanno portato alla base americana e le foto della piccola sono state mostrate alle insegnanti delle scuole frequentate dai figli dei dipendenti del centro militare di Tombolo. Una maestra ha riconosciuto nella bimba ripresa in quelle immagini una sua allieva ed a quel punto il cerchio era chiuso: sono scattate perquisizioni del Setaf negli uffici e in casa del sergente.
A cadere dalle nuvole è stata per prima la compagna, la quale, è difficile capire come, ha detto di non essersi mai accorta di nulla. Eppure la bimba, ricoverata in una struttura protetta con la madre, era apparsa in uno stato di soggezione e assoluto terrore. Il sergente fu arrestato per violenza sessuale pluriaggravata e produzione di materiale pedopornografico, reato che fece passare l'inchiesta dalla procura di Pisa (era diretta dal pm Aldo Mantovani) a quella distrettuale di Firenze.
L'uomo fu recluso a Sollicciano, e il governo degli Stati Uniti chiese la rinuncia alla giurisdizione italiana per processare il militare negli States e sottoporlo alla Corte marziale, provvedimento che fu firmato dal ministro Severino nell'agosto scorso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google