La manifestazione
Residence e B&b non sentono la crisi
Mentre gli hotel stanno incontrando difficoltà, l’extralberghiero in città funziona: pernottamenti in crescita del 15%
PISA. «Per gli italiani la scelta di strutture extralberghiere è una questione economica, per i turisti stranieri anche una cultura. Di sicuro a Pisa l’incremento dei clienti dei B&B, affittacamere o residence è stato evidente». A parlare è Salvatore Ciulla, titolare del residence San Rossore e presidente del sindacato strutture extralberghiere di Confesercenti (Aigo), alla luce dei dati resi noti dalla Provincia per quanto riguarda il 2012.
In un quadro di crisi del settore, i dati più positivi arrivano proprio dal settore rappresentato da Ciulla: ad eccezione di campeggi e agriturismi, dove in provincia si è registrato un segno meno, nelle altre tipologie i pernottamenti sono cresciuti di circa il 15%.
Secondo il portale turistico della Provincia “Pisaunicaterra.it”, sono 232 le strutture in città che appartengono al settore extraalberghiero: si va dagli affittacamere ai bed and breakfast, dalle case vacanze ai residence. Strutture ovviamente ufficiali, con regole ferree sia per l’apertura che per la gestione dei clienti.
«Sicuramente Pisa oggi può offrire una rete di strutture extralberghiere diversificata e qualificata - spiega ancora il presidente del sindacato di Confesercenti - in grado di rispondere a tutte le esigenze: dei turisti che vogliono rimanere in centro, di coloro che hanno necessità di un pernottamento rapido a due passi dall’aeroporto, di coloro che si trovano in città per assistere un familiare ricoverato all’ospedale. Anche le tipologie sono diversificate, visto che si va dai tradizionali affittacamere ai residence».
Ma qual è l’identikit del cliente di B&B e residence? Ancora Salvatore Ciulla: «Ovviamente stiamo parlando di clienti che partono dal concetto di voler risparmiare rispetto all’albergo tradizionale. Ma i soldi non sono tutto. Gli stranieri, in particolare, hanno una cultura diversa rispetto agli italiani. Amano quindi disporre di una struttura che consenta loro di farsi da mangiare o comunque di sentirsi a casa anche in vacanza. Nel mio residence - aggiunge Ciulla - in estate ci sono praticamente solo stranieri. Per l’italiano è invece principalmente un fatto di risparmio, specie in questi periodi di crisi. Pensate che a dicembre, dopo il pagamento della seconda rata Imu, ho dovuto chiudere per mancanza di prenotazioni. Cosa che non era accaduta l’anno scorso».
Anche il settore extralberghiero deve applicare la tassa di soggiorno, per l’importo di 1 euro e 50 centesimi a persona a notte. Una cifra che secondo Ciulla non ha influito sugli arrivi: «Nessuno nella mia attività si è lamentato per la tassa di soggiorno. Soprattutto per i turisti stranieri, questa tassa è una consuetudine. E’ comunque ovvio che siamo al massimo consentito. Un aumento sarebbe infatti insopportabile. Va infatti considerato - sottolinea ancora il presidente del sindacato Aigo - che dall’anno scorso i costi per attività come le nostre sono aumentati, senza considerare la tegola della Tares che ci sta per cadere sulla testa. Da qui anche la necessità di maggiore attenzione al fenomeno dell’abusivismo. Un fenomeno in costante crescita al pari della crescita delle attività regolari. Chiediamo quindi - conclude Salvatore Ciulla - una maggiore attenzione da parte degli organi di vigilanza».
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