Il Tirreno

Pisa

L’ordinanza anti-alcol rischia di saltare

di Pietro Barghigiani
L’ordinanza anti-alcol rischia di saltare

Dopo lo stop del Tar al provvedimento simile di Firenze, l’amministrazione ha chiesto agli uffici una verifica di legittimità

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Non viene sospesa, ma solo valutata con una riflessione giuridica necessaria dopo la sentenza del Tar con cui è stato bocciato un provvedimento analogo firmato dal sindaco di Firenze, Matteo Renzi. Per ora l’ordinanza pensata per togliere carburante alla movida e con cui si vieta la vendita da asporto degli alcolici dopo le 21,15 resta in vigore. Per quanto tempo è presto per dirlo. Il fatto nuovo dopo il pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale è il mandato che l’assessore al Commercio, Giuseppe Forte ha affidato agli uffici per verificare la legittimità dell’atto alla luce del verdetto che annulla il divieto che, almeno nel capoluogo toscano, aveva suscitato la piccata reazione di numerosi titolari di minimarket.

Fenomeni da governare. «Al momento non ho notizia di società o associazioni locali che abbiano intenzione di impugnare davanti al Tar la nostra ordinanza» spiega l’assessore Forte che non nasconde un’evidente perplessità per la decisione del Tribunale.

«Gli uffici ci dovranno chiarire se il provvedimento che abbiamo adottato è compatibile con la sentenza oppure no – premette l’amministratore–. Al di là di questo aspetto tecnico credo sia necessario fare anche un ragionamento politico. Le città devono poter governare certi fenomeni. È un tema che dovrà essere affrontato. Ai sindaci viene chiesto di disciplinare alcune tendenze e situazioni, ma poi, di fatto, se questi sono i pronunciamenti, si rende ingestibile il fenomeno della vita notturna, l’uso dell’alcol e le apertura dei negozi con le esigenze complessive di chi vive e opera in una comunità. Da questo punto di vista abbiamo veramente delle armi spuntate. Verificheremo con attenzione la sentenza e assumeremo una decisione quando gli uffici ci faranno un quadro più chiaro».

L’ordinanza. Il divieto di vendita da asporto di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione su tutto il territorio comunale inizia alle 21,15 e scade alle 7 del giorno dopo. Devono attenersi alle prescrizioni dell’ordinanza gli esercizi di commercio al dettaglio in sede fissa; gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande nella modalità di vendita di asporto.

Il divieto non si applica alla somministrazione in esercizi abilitati a fornire alimenti e bevande e comunque purché il consumo avvenga dentro i locali. Sì agli alcolici oltre le 21,15 dentro strutture ricettive abilitate alla somministrazione interna, da parte dei propri clienti.

La sentenza del Tar. Il primo a cadere, innescando un potenziale effetto domino (il Comune di Pietrasanta ha già sospeso un’ordinanza simile, ndr) è stato il provvedimento del Comune di Firenze. Bocciato dal Tar il divieto con cui era stato imposto lo stop alla vendita di alcolici da asporto dopo le 21.15 a tutti i locali del centro, compresi i piccolissimi store che offrono bottiglie di vino a 2 euro o di vodka a 4 euro.

I motivi della bocciatura. Secondo i giudici amministrativi l'ordinanza fiorentina aveva diversi limiti: primo, non si può vietare la vendita di alcolici basando il provvedimento con le norme sugli orari degli esercizi commerciali liberalizzati da Monti; secondo, non ci sono i criteri di urgenza tali da giustificare lo stop; terzo, non è il sindaco a poter firmare un'ordinanza del genere. Semmai è l’assemblea consiliare a disciplinare la materia tramite una modifica del regolamento ad hoc. «Su quest’ultimo punto non capisco perché la competenza dovrebbe essere dei consigli comunali» riflette a voce alta l’assessore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa